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L’annuncio dell’uscita di Bully, un nuovo videogioco dedicato al bullismo a scuola, ha indignato il Ministro dell’Istruzione Fioroni: «Mentre noi ci impegniamo a educare i ragazzi al rispetto delle regole e degli altri, esce un videogioco con un messaggio contrastante, che rischia di vanificare i nostri sforzi». Loro si impegnano? Loro educano? Loro si sforzano? Ma con quale faccia il Ministro parla di educazione al rispetto delle regole quando il governo di cui fà parte ha appena rimesso in libertà migliaia di delinquenti che quelle stesse regole le avevano calpestate, quando l’unica regola che conoscono i suoi colleghi Caruso e Farina, è quella di bagnare bene, e ogni giorno, le loro piantine di marjuana. Come si fà a criminalizzare i videogiochi e non scandalizzarsi di fronte alla presenza in parlamento di un signore condannato a 25 anni di carcere per l’omicidio di un agente di polizia o di fronte alle decine di ex terroristi a cui la sinistra ha assicurato una bella e ben remunerata occupazione in virtù del loro glorioso passato di rivoluzionari. Per i giovani è più diseducativo poter fare una partita a Bully o sapere che un’aula del Senato della Repubblica è dedicata ad un teppista morto mentre cercava di fracassare, con un estintore, la testa ad un carabiniere? Che dire, poi, dei messaggi di esaltazione dell’omosessualità che, attraverso i media culturalmente sottomessi, la sinistra propaganda con sempre maggiore forza ed insistenza. E la politica di sostegno allo spaccio e al consumo di droga portata avanti dalla Turco? Forse è semplicemente finalizzata a disincentivare l’uso dei videogiochi, male assoluto e causa, secondo Fioroni, del degrado morale e culturale dei giovani.

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Che la finanziaria di Prodi sia un concentrato di tasse, espropri e marchette ormai lo hanno capito anche i sassi, che al suo interno si trovino delle perle tragicomiche degne del teatro dell’assurdo, è meno noto. A pagina 352 della finanziaria è consigliata alle scuole una diminuzione delle bocciature, almeno del 10%, con la prospettiva di un risparmio, attraverso la conseguente riduzione di docenti e bidelli, di 56 milioni di euro all’anno. Una volta c’era il sei politico garantito a tutti coloro che esprimevano un’affinità ideologica alla causa rivoluzionaria, oggi c’è il sei economico garantito a tutti, indipendente dalle idee politiche e dettato da superiori ragioni di bilancio. Ha proprio ragione Prodi, la sua è una legge finanziaria per lo sviluppo. Sì lo sviluppo dell’ignoranza degli studenti che saranno incentivati a studiare sempre meno, tanto verranno comunque promossi.

Tra le anticipazioni sulla Finanziaria 2007 spicca il capitolo relativo alla scuola con una serie di tagli impressionanti: dimezzamento degli scatti di anzianità dei docenti che di fatto rappresenta una riduzione di stipendio, rapporto alunni/docente incrementato di 0.25 all’anno fino al 2012, riduzione dell’organico cosiddetto funzionale, ad esempio quello per il tempo pieno e per il sostegno di alunni con handicap, taglio del 6% dei collaboratori scolastici e amministrativi. Una vera e propria macelleria sociale. Se esistesse un minimo di coerenza tra le migliaia di persone che invadevano piazze e scuole per contestare la Moratti e la sua riforma, che peraltro non tagliava ma introduceva alcune novità assolutamente sensate e prontamente abolite, dovrebbero perlomeno avere lo stesso atteggiamento nei confronti di questo governo. Purtroppo dubito che ciò accada, dopotutto erano burattini usati dalla sinistra per colpire il nemico, i soliti utili idioti.