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Ormai anche i muri sanno che durante la guerra fredda decine di politici, imprenditori e giornalisti prendevano soldi dal nemico sovietico. La commissione d’inchiesta parlamentare Mitrokhin, ha cercato, tra mille difficoltà e ostracismi, di fare chiarezza su quella pagina nera della storia patria. Oggi, la commissione presieduta dal Senatore Guzzanti è sottoposta, da parte della sinistra e dei media amici, ad una vergognosa campagna di delegittimazione, orchestrata proprio da quell’agente Mortadella che dovrebbe chiarire più di qualche dettaglio dei suoi rapporti d’oltrecortina. Alexander Litvienko, l’ex spia russa morta per avvelenamento a Londra, è stato vice capo del dipartimento del FSB, erede del disciolto KGB, fino al 2001 quando entrò in conflitto con il Presidente Putin, e dovette fuggire dalla Russia. Il suo capo, il generale Trofimov, gli sconsigliò vivamente di cercare asilo in Italia perchè molti politici italiani da decenni collaborano con i servizi segreti russi, in particolare citò Prodi come “il nostro uomo in Italia”. Come se non bastassero queste incredibili accuse, riportate anche al parlamento europeo da un deputato inglese, chi non ricorda quando, nel 1977, mentre si cercava disperatamente Moro in tutta Italia, apparve un’intervista a Prodi il quale dichiarava che in una seduta spiritica gli erano apparse le parole “Gradoli” e un numero 79. Successivamente si scopri’ che le Bierre, con il sostegno dei servizi russi, avevano tenuto prigioniero Moro esattamente a quel numero di Via Gradoli, subito dopo, ovviamente, Moro fu spostato e poi ucciso. Che dire poi del regalo che nel 1997 l’allora premier Prodi, fece al compagno Milosevic comprandogli, tramite Telecom Italia, il 30% di Telekom Serbia, per una cifra che definire esagerata è poco, 450 milioni di euro, oppure degli stretti rapporti tra la società di Prodi, Nomisma, e l’istituto Plehanov, ovvero la sezione economica del Kgb. Insomma di domande a cui rispondere ce ne sarebbero a bizzeffe, ma l’agente Mortadella non ricorda, non c’era o, visto che gli riesce molto bene, dormiva.

Dopo che si sono bevuti la balla degli oltre quattro milioni di votanti alle primarie dell’Unione, dopo che hanno creduto alle balle di Prodi che non avrebbe mai aumentato le tasse, il popolo della sinistra ha confermato la propria fama di popolo di c….reduloni. Il DVD con il film di Deaglio sui presunti brogli orditi dall’allora Ministro degli Interni Pisanu, è andato a ruba. Migliaia di compagni si sono precipitati nelle edicole italiane per comprarsi, alla non modica cifra di 17 euro, quello che nelle intenzioni del direttore di “Diario”, doveva essere il suo sommo capolavoro, l’opera che lo avrebbe consacrato nell’Olimpo dei grandi giornalisti di inchiesta, ma che invece si è rivelata come una delle più grandi bufale degli ultimi anni, talmente grande che l’ex lottacontinuista è stato indagato dalla Procura di Roma, per diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico. Sembrava strano, per non dire demenziale, che qualcuno potesse manomettere le urne per poi uscirne comunque sconfitto, ma dopo aver visto il film, la natura falsificatoria era evidente. Una montatura basata sul nulla, sorretta soltanto dall’ignoranza dei meccanismi con i quali avvengono gli spogli e i conteggi delle schede elettorali, che ha solo evidenziato come l’unico modo di falsificare le elezioni, sia quello di fare ricorso ad abili e addestrati scrutatori, che, come spiega bene un certo Claudio Velardi, alla sinistra non mancano di certo. Infatti, l’ex consigliere politico di Massimo D’Alema, in un libro rivela il suo addestramento di giovane comunista addetto allo scrutinio elettorale, descrive come venne istruito a tenere «uno spezzone di matita tra il medio e l’anulare», da usare «alla prima scheda bianca intercettata». Ora un riconteggio, come richiesto fin dall’inizio da Berlusconi, diventa un obbligo tassativo, e forse solo allora, i c….reduloni la finiranno di credere alle favole e ai complotti.

Corrado Guzzanti presenta alla Festa del Cinema il suo Fascisti su Marte, film, secondo i pochi critici non costretti a soggiacere ai dettami Veltroniani, mediocre e soporifero. Nonostante le pagliacciate dette da Prodi sulla presunta ostilità dei media nei suoi confronti, la sinistra controlla militarmente quotidiani e tv: Corriere, Repubblica, Stampa e 24ore fanno a gara su chi è più filogovernativo, in tv spadroneggiano solo personaggi apertamente schierati a sinistra: Santoro, Floris, Fazio, Mentana, Costanzo, solo per citarne alcuni. Di Celentano che riserva a Prodi un trattamento analogo a quello riservato a Berlusconi, non c’è traccia. Non parliamo poi della satira, scomparsa. Perfino Dario Fo, ammette, ospite della compagna Dandini, che non si può fare satira sulla sinistra al governo perchè sarebbe autolesionista. Fo, era quello che diceva: “Guai a quel paese che non sa ridere dei propri governanti, quando questo succede vuol dire che siamo in presenza di un regime”. Bravo Fo, hai proprio ragione, siamo in un regime, altro che Fascisti su Marte, Comunisti sulla Terra.

Che la finanziaria di Prodi sia un concentrato di tasse, espropri e marchette ormai lo hanno capito anche i sassi, che al suo interno si trovino delle perle tragicomiche degne del teatro dell’assurdo, è meno noto. A pagina 352 della finanziaria è consigliata alle scuole una diminuzione delle bocciature, almeno del 10%, con la prospettiva di un risparmio, attraverso la conseguente riduzione di docenti e bidelli, di 56 milioni di euro all’anno. Una volta c’era il sei politico garantito a tutti coloro che esprimevano un’affinità ideologica alla causa rivoluzionaria, oggi c’è il sei economico garantito a tutti, indipendente dalle idee politiche e dettato da superiori ragioni di bilancio. Ha proprio ragione Prodi, la sua è una legge finanziaria per lo sviluppo. Sì lo sviluppo dell’ignoranza degli studenti che saranno incentivati a studiare sempre meno, tanto verranno comunque promossi.

Il tradizionale spirito critico che ha sempre caratterizzato l’atteggiamento dei sindacati nei confronti delle leggi di bilancio, quest’anno è stato riposto nel cassetto, sostituito da un sorpredente spirito collaborativo. Strano, perchè la finanziaria di Prodi non aumenta le tasse solo ai cosiddetti ricchi, ma con gli aumenti dell’ICI, delle addizionali IRPEF, delle aliquote sui BOT, dei ticket ecc. ecc. penalizza proprio tutti, senza considerare che la mazzata sulle PMI metterà in ginocchio l’intera economia del paese. Questo atteggiamento sfacciatamente amichevole, stride con quello rabbioso delle grandi mobilitazioni contro le manovre del governo Berlusconi. Pochi giorni prima della presentazione della finanziaria, Prodi regala alla triplice 320 milioni di euro per la gestione delle pratiche di regolarizzazione degli immigrati e magicamente il terribile cane da guardia che azzannava il perfido Berlusconi, si trasforma in docile agnellino al servizio del buon pastorello Prodi.

«Se andrà al governo l’ Unione non aumenterà le tasse», disse Prodi in campagna elettorale, vediamo come il salume mantiene le promesse. Finanziaria 2007: aumento aliquota rendite finanziarie dal 12,5% al 20%, aumento aliquota irpef dal 39% al 43% per i redditi sopra 70.000 euro, aumento ICI indotto dallla revisione degli estimi catastali, aumento di 4/5 punti delle aliquote contributive per autonomi e parasubordinati, aumento addizionali irpef e irap indotto dal taglio dei trasferimenti agli enti locali, aumento dei ticket sanitari esistenti ed introduzioni di nuovi, aumento parametri studi di settori di artigiani e commercianti, manca solo la reintroduzione della tassa di successione ma è solo questione di tempo. Una serie di aumenti, tagli, come quelli incredibili alla scuola, e furti come quello del trasferimento del TFR dalle aziende all’inps, davvero impressionante e che qualifica in maniera inequivocabile l’unione di Prodi come il PdT ovvero Partito delle Tasse, alla faccia delle dichiarazioni fatte in campagna elettorale.

Tra le anticipazioni sulla Finanziaria 2007 spicca il capitolo relativo alla scuola con una serie di tagli impressionanti: dimezzamento degli scatti di anzianità dei docenti che di fatto rappresenta una riduzione di stipendio, rapporto alunni/docente incrementato di 0.25 all’anno fino al 2012, riduzione dell’organico cosiddetto funzionale, ad esempio quello per il tempo pieno e per il sostegno di alunni con handicap, taglio del 6% dei collaboratori scolastici e amministrativi. Una vera e propria macelleria sociale. Se esistesse un minimo di coerenza tra le migliaia di persone che invadevano piazze e scuole per contestare la Moratti e la sua riforma, che peraltro non tagliava ma introduceva alcune novità assolutamente sensate e prontamente abolite, dovrebbero perlomeno avere lo stesso atteggiamento nei confronti di questo governo. Purtroppo dubito che ciò accada, dopotutto erano burattini usati dalla sinistra per colpire il nemico, i soliti utili idioti.

Questa volta devo dare atto al nostro Presidente del Consiglio che aveva proprio ragione. Qualche giorno fà alle legittime richieste di chiarimenti sulla vicenda Telecom rispose “Ma siamo matti?”. Ebbene si, caro mortadella, sei proprio matto. Solo uno che ha perso il lume della ragione può fare dichiarazioni di questo tipo: «La sicurezza del Papa nel suo viaggio in Turchia? Non ne so nulla. Ci penseranno le guardie svizzere» dice il poveretto. Qualche dubbio a proposito della sua salute mentale era già emerso nei giorni scorsi quando rilasciava dichiarazioni confuse e contrastanti sull’affare Telecom o quando assicurava di avere avuto l’incondizionato assenso di Assad al dispiegamento di una guardia di frontiera sul confine siriano-libanese, salvo essere seccamente smentito il giorno successivo dallo stesso presidente siriano.

«L’imperatore spiega le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell’anima» questa la citazione fatta da Papa Ratzinger a Ratisbona, nulla di provocatorio, un pensiero più che ragionevole e per di più non suo. Ciò nonostante le reazioni del mondo islamico sono state inaudite per intensità e numero. A seguito di queste vergognose aggressioni, numerosi sono stati gli attestati di solidarietà. dal Presidente Bush al cancelliere Angela Merkel. Anche i leader del centrodestra italiano hanno giustamente ritenuto di dover difendere il Pontefice, soprattutto Casini denunciando un atteggiamento di subalternità psicologica veramente grave. Ieri, a sorpresa, interviene perfino il presidente iraniano Ahmadinejad: «Lo rispettiamo, le sue parole sono state male interpretate», solo da Prodi non arriva nulla, il silenzio più assoluto, e poi dicono che nel centrosinistra è solo Rutelli il cattolico per convenienza.

“A volte è difficile credere che l’Italia è nel G7, gli ultimi sviluppi del caso Telecom fanno sembrare l’Italia una repubblica delle banane”. Questo è quanto scrive il più prestigioso quotidiano finanziario americano, il Wall Street Journal che sintetizza molto bene quanto sia stata minata la credibilità internazionale dell’Italia grazie all’inettitudine di Prodi. Accusare il presidente di Telecom di non averlo informato sul piano di riassetto della società, scoprire pochi giorni dopo che il suo consigliere economico aveva mandato, alla stessa Telecom, una proposta di cessione della rete fissa alla Cassa Depositi e Prestiti, cadere dalle nuvole dicendo di non saperne nulla, in fondo si trattava solo di otto miseri miliardi di euro, rispondere “Ma siamo matti?” alla legittima richiesta di chiarimenti, tutto questo è troppo anche per un presidente di una repubblica delle banane.

Arriva dal governo la conferma dell’adeguamento dei valori catastali a quelli di mercato, con conseguente aumento, in molti casi raddoppio, dell’Ici. Il provvedimento, fortemente voluto dal dracula rosso Visco, andrà a colpire tutti i proprietari di casa, ma ovviamente penalizzerà in misura maggiore chi è più povero. Per contro, i proventi di affitti verranno tassati con una aliquota secca del 20% che non essendo progressiva è estremamente iniqua. Il governo fà un bel regalo ai ricchi multiproprietari di case, che si ritroveranno imposte dimezzate, ad esempio con un reddito oltre 100.000 euro il prelievo passerà dal 43% al 20%. Tutto questo con la scusa della lotta all’evasione, peccato che l’unico modo di far emergere il nero sulle locazioni è quello di rendere deducibile quanto pagato per l’affitto, aiutando tra l’altro, chi fatica a pagare affitti sempre più salati. E’ questa la giustizia sociale promessa da Prodi?

Prodi annuncia trionfante la sua proposta per la definitiva risoluzione della crisi Libanese, mandare sulla frontiera tra Siria e Libano qualche centinaio di guardie di frontiera disarmate e senza divisa per controllare i flussi di armi verso gli hezbollah. Considerando che la frontiera in questione si estende per 375 chilometri e che l’efficacia di una guardia disarmata si commenta da sola, la proposta di Prodi ha fatto il giro del mondo suscitando reazioni tra il divertito e lo sgomento. Come se non bastasse questa figuraccia, assicura di avere avuto l’incondizionato assenso del presidente siriano Assad, peccato che il giorno successivo arriva da Damasco una secca ed irritata smentita. Questa volta mortadella supera se stesso e la sua consolidata fama internazionale di incompetente, forse gli spiriti che interroga nelle sue frequenti sedute spiritiche non lo aiutano più come una volta?

Il regime trasforma lo sbarco dei nostri soldati in Libano, in un indecente show televisivo. Una RAI sempre piu’ filogovernativa supporta l’ennesima iniziativa di propaganda mirata a fare del governo e soprattutto del filoterrorista ministro degli esteri degli eroi senza macchia e senza paura. Trasmettere in diretta lo sbarco delle truppe tra bagnanti e ombrelloni ha ridicolizzato i nostri militari trasformandoli in figuranti di un film bellico di quart’ordine. L’uso ignobile e meschino che Prodi e compagni fanno dei ragazzi che rischiano la pelle in una missione tanto costosa quanto ambigua, è vergognoso almeno quanto l’assordante silenzio dei pacifinti alla Gino Strada o alla Giulietto Chiesa che anche in questa occasione hanno pensato bene di non proferire verbo.

Soprattutto D’Alema ma anche Prodi e Parisi non stanno piu’ nella pelle, vogliono giocare con i soldatini. I tre statisti si atteggiano a duri «Siamo pronti a partire; pronti a guidare la spedizione» dicono a gran voce con Mussoliniana fierezza dagli schermi di tutte le televisioni. Peccato che i rischi di questa missione siano altissimi, Francesi, Tedeschi e Inglesi lo hanno capito e si stanno defilando. Ma tant’è i novelli condottieri non vogliono rinunciare alla loro partita a Risiko. Vogliono distinguersi dall’odiato Berlusconi e dalla sua convinta politica estera filoamericana e filoisraeliana. Sfruttando l’attuale debolezza di Israele, la quale ha dovuto ammettere, nonostante abbia colpito duramente il Libano, di non essere riuscita a distruggere gli hezbollah, vogliono arrivare a mettere in difficolta’ Israele e Stati Uniti. Insomma alla sinistra la guerra piace solo se e’ contro Israele e l’occidente.

Prodi si inventa un milione di italiani pronti a votarlo alle prossime elezioni. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato le nuove norme sulla cittadinanza: gli extracomunitari in regola potranno averla dopo cinque anni di residenza, tempi dimezzati rispetto alla legislazione precedente. In più viene introdotto il principio dello jus soli, che garantisce la cittadinanza a chi nasce nel nostro Paese. Questi provvedimenti oltre che scardinare la nostra identità nazionale contribuiscono ad alimentare l’immagine di “Italia Eldorado per gli immigrati” che questo governo ha creato fin dal suo insediamento.

Anche ieri un barcone di immigrati clandestini e’ arrivato sulle coste siciliane. Da quando i compagni sono al governo sono aumentati in maniera esponenziale gli sbarchi di immigrati dal Nord Africa. Il passaparola fra i disperati funziona benissimo, centinaia di migliaia di clandestini sono pronti a sbarcare verso il nostro Paese, attratti dalle promesse più assurde (casa, permesso automatico, cittadinanza…).fatte da vari esponenti della maggioranza e soprattutto dal ministro comunista Ferrero di cui ricordiamo la sparata piu’ grossa: “l’Italia accogliera’ chiunque arrivi”.

“Sto pensando a una legislazione umana e saggia per le unioni di fatto, omosessuali e non, cosa che sta a cuore a noi e a molti di voi”. Questo e’ quello che la pollastrina ha detto al gay pride di Torino. Se qualcuno, soprattutto fra i cattolici che hanno votato per la sinistra del travestito Luxuria, ha ancora dei dubbi su quello che sara’ la famiglia nell’epoca Prodiana e’ servito.

Con la nomina di altri tre sottosegretari il governo Prodi ha raggiunto quota 102 membri, superando così il record dell’Andreotti VII che giurò il 13 aprile 1991 e che annoverava 101 esponenti. E’ questo il coraggio di cui parlava mortadella quando disse: “Dobbiamo avere il coraggio di stupire.”?