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Forte del fatto che milioni di italiani sono assidui frequentatori di palestre e piscine, il ministro Melandri, si fà avanti con una proposta squisitamente demagogica: «Si devono poter dedurre le spese per palestra e attività sportive». Nessuno mette in dubbio l’utilità sociale ed individuale di una sana pratica sportiva, ma le priorità degli italiani, soprattutto meno abbienti, sono ben altre, ad esempio poter dedurre le spese dell’affitto, quelle di gestione e amministrazione della casa o altre svariate spese di primaria necessità. Insomma anche il ministro Melandri, fin qui distintasi solo per lo scontro con il Ministro Mastella sulla presenza di Moggi in TV e per l’auspicio di avere una nazionale multietnica come quella francese, si fà promotrice di una giustizia sociale alla rovescia.

«Non accetto censure» sbotta il Ministro della giustizia Mastella dopo essere stato duramente criticato dal Ministro Melandri, il Ministro Mussi che difende a spada tratta la collega di partito, altri esponenti della maggioranza che prendono le parti di Mastella. Cosa ci potrà mai essere al centro di un tale scontro? Sicuramente una questione di vitale importanza per il paese, una contesa per gli stanziamenti di risorse fra ministeri, una discussione sull’opportunità di un provvedimento controverso come l’indulto o visioni contrastanti sul futuro della cultura in Italia. Nulla di tutto questo, le ragioni del contendere vanno ricercate nella partecipazione di Luciano Moggi alla trasmissione della Ventura, trasmissione in cui era presente anche il re di Ceppaloni, presenza ritenuta inopportuna dalla Melandri. La serietà al governo, era uno degli slogan di Prodi, complimenti.

La sentenza emessa dalla corte presieduta da Liviana Gobbi con cui è stata respinta la richiesta di custodia in carcere nei confronti di 18 sospetti terroristi islamici afferma il principio che «…restano esclusi dall’ambito della definizione di terrorismo gli atti di violenza, da chiunque compiuti, contro militari impegnati in un conflitto armato». Questa sentenza ricalca, in maniera ancora piu’ inequivocabile, quella emessa dal tribunale di Milano nel gennaio del 2005 da Clementina Forleo la quale legittimava il reclutamento in Italia di aspiranti suicidi da inviare in Iraq. La differenza tra i due casi e’ che nel 2005 al ministero della giustizia siedeva Roberto Castelli il quale cerco’ di contrastare in ogni modo la follia di certi magistrati, mentre oggi la sinistra antioccidentale e filoterrorista che e’ al governo mostra una straordinaria unita’ di intenti con le toghe rosse.

Il ministro cattocomunista ha avviato la verifica dei requisiti per l’iscrizione all’albo del ministero delle due comunità di recupero. Questo improvvido provvedimento, rappresenta un chiaro messaggio mafioso a Muccioli e a Don Gelmini. L’azione di “normalizzazione” del Paese continua,  ecco che dopo gli attacchi alle categorie professionali ritenute avversarie, ora è la volta del volontariato non allineato a sinistra.

Sua Eccellenza il Ministro Segretario di Stato alla Giustizia, Clemente Mastella, ha firmato il decreto volto a concedere la grazia ad Ovidio Bompressi. L’ex di Lotta Continua stava scontando una pena definitiva a 22 anni di reclusione, in quanto ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio del commissario Calabresi.
In questo provvedimento ci sono almeno due ingiustizie. La prima nei confronti delle vittime del terrorismo e dei loro parenti. La seconda ingiustizia riguarda tutti quei detenuti che nelle medesime condizioni di Bompressi hanno chiesto la grazia e se la sono vista negare.