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Questo, in sintesi, il messaggio del governo ai giovani, infatti i ministri Turco e Melandri avevano già annunciato, attraverso l’innalzamento del quantitativo massimo di cannabis detenibile, la liberalizzazione di fatto delle droghe leggere. Nella finanziaria, tra tasse e regali agli amici sostenitori, si scopre che: «Nei luoghi di pubblici esercizi è vietata la vendita di bevande alcoliche ai soggetti minori di anni diciotto». Ragazzi, con i soldi della birretta fatevi invece delle belle canne, sono meno dannose e più progressiste, se poi passerete all’eroina, non preoccupatevi ci sono le fantastiche stanze del buco ideate da quel genio del Ministro Ferrero. Questa è la politica del governo per i giovani, complimenti.

Non passa giorno che il ministro della Solidarietà sociale non decanti le virtù della marijuana o biasimi il proibizionismo introdotto dalla legge Fini. L’obiettivo è chiaro, legalizzare le droghe leggere e depenalizzare i reati commessi da tossicodipendenti e la finta disapprovazione dei finti cattolici dell’unione non fermerà la smania libertaria del comunista ministro gia’ ideatore delle stanze del buco. Per convincere gli italiani della bontà del Ferrero pensiero occorre però agire sul fronte della propaganda mediatica. Ecco che come per incanto spunta un noto personaggio televisivo, un vero opinion leader, con una rivelazione davvero sorprendente: “mi faccio le canne con le mie figlie” dice Claudio Amendola, con una punta di orgoglio. Queste sconcertanti esternazioni rappresentano un forte messaggio per i giovani: drogarsi e’ bello, guardate, io lo faccio pure con le mie figlie. Il fatto che il miliardario venditore di tvfonini, sia un dichiarato sostenitore del partito di Ferrero denota un’unità di intenti davvero straordinaria.

Sergio D’Elia, ex terrorista rosso già condannato per l’omicidio di un poliziotto attualmente parlamentare della sinistra, in visita al carcere di Pordenone snocciola con soddisfazione i numeri dell’indulto: 21.126 detenuti usciti dalle carceri, 37.620 quelli rimasti ancora dietro le sbarre. Per azzerare la popolazione carceraria ecco la ricetta D’Elia: legalizzazione delle droghe leggere, depenalizzazione dei reati commessi da tossicodipendenti e dulcis in fundo «la più grande amnistia della storia repubblicana». Probabilmente il deputato assassino non e’ completamente soddisfatto delle conseguenze del gesto di clemenza fortemente voluto da lui e dai suoi compagni, non gli e’ bastato lo spaventoso incremento del numero di scippi, rapine e furti dall’entrata in vigore dell’indulto, la sua sete di giustizia non e’ stata sufficientemente saziata dall’aver garantito l’impunità a migliaia di delinquenti che in carcere non entreranno mai. Dall’alto della sua autorità morale conferitagli dai compagni che lo hanno votato, vuole di piu’.

Il ministro cattocomunista ha avviato la verifica dei requisiti per l’iscrizione all’albo del ministero delle due comunità di recupero. Questo improvvido provvedimento, rappresenta un chiaro messaggio mafioso a Muccioli e a Don Gelmini. L’azione di “normalizzazione” del Paese continua,  ecco che dopo gli attacchi alle categorie professionali ritenute avversarie, ora è la volta del volontariato non allineato a sinistra.

Il ministro vuole innalzare il quantitativo massimo di cannabis detenibile senza incorrere nella presunzione di spaccio e in provvedimenti punitivi fino all’arresto e al carcere. In sostanza verra’ depenalizzato il possesso di droghe leggere. Dopo le stanze del buco del comunista Ferrero arriva anche la liberalizzazione di fatto delle droghe leggere della diessina Turco. Grazie compagni.