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…ma non si sbaglia mai. Il sospetto che questa finta liberalizzazione fosse da tempo pianificata in casa ds era alimentato dal ricordo della campagna sui prezzi dei farmaci realizzata quest’inverno da Coop e sostenuta dalle associazioni di consumatori amiche. Il fatto che, senza nemmeno aspettare la conversione in legge del decreto Bersani, sul sito Coop si trovi questo annuncio: “Sei un farmacista? Vuoi lavorare con noi? clicca qui”, non lascia alcun dubbio sulle intenzioni del governo. Peraltro non c’e’ alcun dubbio anche sul fatto che le coop ricambieranno il favore riversando fiumi di denaro sotto forma di pubblicita’ sui media, soprattutto locali, i quali, a loro volta, non potranno non avere un atteggiamento benevolo verso la sinistra.

Dal decreto Bersani 1000 euro di risparmi all’anno. Questo il risultata di una ricerca delle due associazioni finanziate dalle coop Federconsumatori e Adusbef, ripreso ed esaltato da tutti i maggiori organi d’informazione, da Repubblica al Corriere, dal Tg3 a Radio24, tutti a fare a gara per vedere chi e’ piu’ filogovernativo. Peccato che quella ricerca sia un concentrato di bugie e falsificazioni.
Sul decreto delle finte liberalizzazioni si sta assistendo ad una campagna propagandistica di portata eccezionale, mirata ad ingannare i cittadini ed a screditare le categorie colpite.

Finisce a tarallucci e vino tra Bersani e tassisti con quest’ultimi che esultano per la vittoria. Questo finale tragicomico svela il vero scopo del decreto, alzare una cortina fumogena sul decreto Visco e sulla enorme quantità di provvedimenti illiberali e punitivi che contiene a partire dalla schedatura di ogni movimento bancario, prerequisito fondamentale per l’introduzione della famigerata patrimoniale che prima o poi Visco, il dracula rosso, ci regalera’.

Nel decreto delle finte liberalizzazioni e’ prevista una riduzione indiscriminata del 20% del compenso giornaliero di chi è in missione all’estero.
La bastonata è privilegio di militari e polizie, non è concertata, non colpisce la processione di «missionari» dei ministeri dell’Economia, degli Esteri, dell’Istruzione, delle Regioni con i lussuosi uffici di rappresentanza a New York e neppure i parlamentari che visitano i militari in missione. Solo militari e polizie.

Sul corriere della sinistra leggo «Chi ha espresso soddisfazione per la decisone del governo per l’introduzione della vendita dei medicinali da banco nei supermercati sono le Coop che dallo scorso novembre avevano già lanciato la campagna “Farmaci più liberi, prezzi più bassi”». Ma va’ perfino il quotidiano comunista diretto da Mieli non puo’ nascondere l’evidenza. Quello che e certo e’ che le liberalizzazioni della sinistra colpiscono solo ceti e professioni, a torto o a ragione ritenuti «privilegiati» e, per questo, vicini al centrodestra. Mentre non si prendono in considerazione macroscopiche posizioni di rendita – si pensi alla grande industria, il sindacato, il pubblico impiego – dove la cultura del mercato ha cittadinanza ancora più incerta.

Imprese e società immobiliari non possono più detrarre l’Iva sugli immobili acquistati e sui canoni di locazione dei fabbricati in affitto. Il cambio di regime fiscale non si applica solo alle nuove transazioni immobiliari, ma anche a quelle avvenute negli ultimi cinque anni. Il vecchio regime prevedeva che sulle transazioni immobiliari si pagasse l’Iva al 20 per cento che veniva, poi, riassorbita totalmente con una detrazione d’imposta in dieci anni. In parole povere, chi ha comprato ieri un immobile ed aveva fatto un piano finanziario che prevedeva il riassorbimento dell’Iva, oggi si ritrova a pagare quella parte dell’Iva che si era già detratta in tre rate nei prossimi tre anni. Questa incredibile iniziativa svela la vera natura autoritaria ed illiberale di personaggi come Bersani e Visco che si definiscono ex comunisti, ma forse e’ meglio levare il suffisso.

Colpevoli di essere parte dell’odiato mondo delle partite iva saranno messi in ginocchio per mano del compagno Bersani tanto amato dai confindustri (che guarda caso non vengono toccati dal decreto). L’assurdita’ di questo provvedimento si puo’ spiegare solo con il tentativo della sinistra di far ricadere nel mondo coop la categoria dei tassisti fino a ieri lavoratori autonomi. Con questo decreto verrebbe meno il principio «un uomo, una macchina», e si dà la possibilità a un unico soggetto di gestire più licenze e chi potra’ mai essere questo soggetto? La coop sei tu chi puo’ darti di piu’?