“Al Billionaire…imbottito di tritolo” risponde così il pacifista Oliviero Diliberto alla domanda di Daria Bignardi se “preferisse andare a Villa Certosa o al Billionaire”. Un’idiozia che può scappare al bar o al centro sociale, ma che esca dalla bocca di un autorevole esponente della maggioranza di governo, lascia sgomenti. Il compagno Diliberto non è nuovo ad affermazioni così raccapricianti: commentando un incontro tra Silvio Berlusconi e George Bush, disse che «sono andati a stringersi mani grondanti di sangue», durante una visita al suo amico Fidel disse che a Cuba «vige una democrazia applicata in forme diverse rispetto a quella occidentale» dimenticando la realtà di un paese che nega i più elementari diritti civili ai suoi cittadini. Sempre lui, da ministro della giustizia, fù l’artefice del rimpatrio della terrorista Baraldini in cambio del silenzio italiano sulla strage del Cermis. Questa volta però, il maggior rappresentante italiano dell’odio di classe anticapitalista, ha superato se stesso.

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