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Erano gli anni bui del governo Berlusconi in cui il tiranno di Arcore affamava i bambini facendogli mancare il latte alla quarta settimana del mese, anni in cui le proteste del popolo erano forti e vibranti, ma qualcuno si distingueva per impegno e forza. Gli alfieri del cinema italiano, Moretti, Salvatores, Orlando e tanti altri registi ed attori consumavano scarpe e voce in estenuanti girotondi di protesta. Questa radiosa stagione ebbe il suo culmine con l’uscita, in piena campagna elettorale, di un capolavoro di propaganda: Il Caimano. Un impegno che pareva eccessivo, ma che trova una ragione d’essere nel fiume di denaro che, dal minculpop del regime, è pronto a defluire nelle loro tasche attraverso la proposta di legge del responsabile cultura della Margherita Andrea Colasio, che recita così: “Sarà destinata alle attività cinematografiche una quota pari al 3,5% del fatturato annuo degli operatori Internet derivante da traffico di contenuti video”. La sinistra salda il debito con i suoi servi con tanti saluti alla sospirata riduzione delle tariffe di accesso alla rete che resteranno le più care d’Europa e li ammansisce a tal punto che Nanni rifiuta un invito del compagno Pancho Pardi per una giornata di critica, ovviamente costruttiva e pacata, al governo Prodi, prevista per sabato 11 Novembre a Roma.

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L’accordo sul TFR siglato da governo, confindustria e sindacati, prevede che le aziende con più di 50 dipendenti, trasferiscano tutto il TFR che il lavoratore lascia in azienda, all’INPS. Per i sindacati è l’ennesimo regalo, poichè spinge i lavoratori a dirottare il tfr verso i fondi di categoria gestiti dalla triplice, per le imprese è l’ennesima mazzata, poichè viene tolta loro un’importante fonte di finanziamento. Per il governo rappresenta, con 5-6 miliardi di euro, quasi un quarto della manovra finanziaria 2007. Peccato che questa operazione, non possa essere considerata un’entrata ma un prestito, un prestito dei lavoratori da restituire ogni volta che essi lo richiederanno. Il governo ha voluto fare quello che a nessuna azienda privata è consentito, cioè di iscrivere a bilancio un prestito come un’entrata, infatti, se questa operazione fosse compiuta da una qualsiasi società privata, sarebbe perseguibile penalmente per falso in bilancio. Questo artificio contabile è la causa principale dell’abbassamento del rating dell’Italia attuato dalle principali agenzie di valutazioni nei giorni scorsi, e meno male che Tommaso Padoa Schioppa doveva essere il grande artefice del risanamento dei conti del Paese.

“Al Billionaire…imbottito di tritolo” risponde così il pacifista Oliviero Diliberto alla domanda di Daria Bignardi se “preferisse andare a Villa Certosa o al Billionaire”. Un’idiozia che può scappare al bar o al centro sociale, ma che esca dalla bocca di un autorevole esponente della maggioranza di governo, lascia sgomenti. Il compagno Diliberto non è nuovo ad affermazioni così raccapricianti: commentando un incontro tra Silvio Berlusconi e George Bush, disse che «sono andati a stringersi mani grondanti di sangue», durante una visita al suo amico Fidel disse che a Cuba «vige una democrazia applicata in forme diverse rispetto a quella occidentale» dimenticando la realtà di un paese che nega i più elementari diritti civili ai suoi cittadini. Sempre lui, da ministro della giustizia, fù l’artefice del rimpatrio della terrorista Baraldini in cambio del silenzio italiano sulla strage del Cermis. Questa volta però, il maggior rappresentante italiano dell’odio di classe anticapitalista, ha superato se stesso.

Ieri, il ministro Ferrero ha proposto di regalare un permesso di soggiorno agli immigrati clandestini impiegati in nero che denunceranno i loro datori di lavoro. Di recente è stata modificata la normativa relativa ai ricongiungimenti familiari, aumentando fino al terzo grado, la possibilità di far varcare i nostri confini ai parenti degli extracomunitari, quindi, c’è stata la modifica della normativa dell’asilo in senso molto meno restrittivo, basti pensare che consentirà a chiunque di richiedere l’asilo indipendentemente dallo Stato di provenienza o di concederlo a chiunque si dichiari omosessuale perseguitato. Infine, la tanto discussa riduzione a cinque anni del periodo di permanenza per ottenere la cittadinanza italiana. Una serie impressionante di provvedimenti mirati a favorire ed incoraggiare l’immigrazione nel nostro Paese. Un tale fervore immigratorio, associato al diffuso senso di delusione e pentimento che serpeggia tra gli elettori di sinistra, sembra unicamente giustificato dalla volontà di sostituire una consistente fetta di elettorato con le masse di immigrati che, attirati da tanta munificenza, arrivano quotidianamente nel nostro Paese.

17 ottobre, Reggio Emilia, Gianpaolo Pansa presenta la sua ultima fatica: «La Grande Bugia», libro che cerca di fare luce sugli efferati delitti, si parla di oltre ventimila morti, che dopo la Liberazione insanguinarono il Paese. Durante la presentazione irrompono in sala una ventina di giovanotti dei centri sociali che, intonando Bella Ciao, insultano e aggrediscono con calci e pugni i presenti. Questo incredibile atto di violenza è il pretesto per scatenare un vero e proprio linciaggio nei confronti dell’autore. I santoni dell’ortodossia partigiana, Bocca, Curzi, Vattimo solo per citare i più meschini, invece di condannare l’accaduto, approfittano dell’occasione per insultare Pansa accusandolo di essere un opportunista, un revisionista ed un voltagabbana. Tutto questo per aver smascherato la grande bugia sulla resistenza che la sinistra italiana ha propinato agli italiani per oltre 50 anni. Pansa, fà emergere la verità di una guerra di classe destinata a sfociare in un regime socialista di tipo sovietico, e le sistematiche eliminazioni dei nemici del popolo e degli stessi partigiani non comunisti, ne sono testimonianza inequivocabile.

Corrado Guzzanti presenta alla Festa del Cinema il suo Fascisti su Marte, film, secondo i pochi critici non costretti a soggiacere ai dettami Veltroniani, mediocre e soporifero. Nonostante le pagliacciate dette da Prodi sulla presunta ostilità dei media nei suoi confronti, la sinistra controlla militarmente quotidiani e tv: Corriere, Repubblica, Stampa e 24ore fanno a gara su chi è più filogovernativo, in tv spadroneggiano solo personaggi apertamente schierati a sinistra: Santoro, Floris, Fazio, Mentana, Costanzo, solo per citarne alcuni. Di Celentano che riserva a Prodi un trattamento analogo a quello riservato a Berlusconi, non c’è traccia. Non parliamo poi della satira, scomparsa. Perfino Dario Fo, ammette, ospite della compagna Dandini, che non si può fare satira sulla sinistra al governo perchè sarebbe autolesionista. Fo, era quello che diceva: “Guai a quel paese che non sa ridere dei propri governanti, quando questo succede vuol dire che siamo in presenza di un regime”. Bravo Fo, hai proprio ragione, siamo in un regime, altro che Fascisti su Marte, Comunisti sulla Terra.

Ieri in senato è stata intitolata una sala a Carlo Giuliani. Finalmente la sinistra al potere ha potuto rendere omaggio al suo eroe moderno, distintosi per aver cercato di spappolare la testa di un carabiniere con un estintore durante la guerriglia urbana scatenata dai noglobal, in occasione del G8 di Genova. Forse ho una concezione dell’eroismo un pò antiquata, legata al compiere azioni straordinarie a fin di bene, al sacrificio della propria vita per la salvezza di un’altra, al compiere un gesto per l’onore della patria, la sinistra italiana, invece, qualifica come eroico il tentato omicidio di un carabiniere. Il povero ragazzo morto è, suo malgrado, al centro di una vergognosa opera di strumentalizzazione che ha avuto il suo apice, sempre ieri, con la nomina a Senatrice di sua madre Heidi, la quale avrebbe fatto meglio a riflettere sulle sue responsabilità di madre ed educatrice, piuttosto che andare ad occupare uno scranno al Senato dal quale ovviamente cercherà di scaricare le sue colpe sulla società.

Che la finanziaria di Prodi sia un concentrato di tasse, espropri e marchette ormai lo hanno capito anche i sassi, che al suo interno si trovino delle perle tragicomiche degne del teatro dell’assurdo, è meno noto. A pagina 352 della finanziaria è consigliata alle scuole una diminuzione delle bocciature, almeno del 10%, con la prospettiva di un risparmio, attraverso la conseguente riduzione di docenti e bidelli, di 56 milioni di euro all’anno. Una volta c’era il sei politico garantito a tutti coloro che esprimevano un’affinità ideologica alla causa rivoluzionaria, oggi c’è il sei economico garantito a tutti, indipendente dalle idee politiche e dettato da superiori ragioni di bilancio. Ha proprio ragione Prodi, la sua è una legge finanziaria per lo sviluppo. Sì lo sviluppo dell’ignoranza degli studenti che saranno incentivati a studiare sempre meno, tanto verranno comunque promossi.

Il tradizionale spirito critico che ha sempre caratterizzato l’atteggiamento dei sindacati nei confronti delle leggi di bilancio, quest’anno è stato riposto nel cassetto, sostituito da un sorpredente spirito collaborativo. Strano, perchè la finanziaria di Prodi non aumenta le tasse solo ai cosiddetti ricchi, ma con gli aumenti dell’ICI, delle addizionali IRPEF, delle aliquote sui BOT, dei ticket ecc. ecc. penalizza proprio tutti, senza considerare che la mazzata sulle PMI metterà in ginocchio l’intera economia del paese. Questo atteggiamento sfacciatamente amichevole, stride con quello rabbioso delle grandi mobilitazioni contro le manovre del governo Berlusconi. Pochi giorni prima della presentazione della finanziaria, Prodi regala alla triplice 320 milioni di euro per la gestione delle pratiche di regolarizzazione degli immigrati e magicamente il terribile cane da guardia che azzannava il perfido Berlusconi, si trasforma in docile agnellino al servizio del buon pastorello Prodi.

Questo, in sintesi, il messaggio del governo ai giovani, infatti i ministri Turco e Melandri avevano già annunciato, attraverso l’innalzamento del quantitativo massimo di cannabis detenibile, la liberalizzazione di fatto delle droghe leggere. Nella finanziaria, tra tasse e regali agli amici sostenitori, si scopre che: «Nei luoghi di pubblici esercizi è vietata la vendita di bevande alcoliche ai soggetti minori di anni diciotto». Ragazzi, con i soldi della birretta fatevi invece delle belle canne, sono meno dannose e più progressiste, se poi passerete all’eroina, non preoccupatevi ci sono le fantastiche stanze del buco ideate da quel genio del Ministro Ferrero. Questa è la politica del governo per i giovani, complimenti.

La sinistra, sempre attenta ai diritti degli extracomunitari anche quando si macchiano dei peggiori delitti, questa volta si è distinta per decisionismo ed efficienza nel procedere ad una espulsione. Peccato che l’espulso in questione non abbia nè rubato, nè spacciato, nè rapinato, ma sia solo una bambina bielorussa trattenuta in Italia dai suoi genitori affidatari per sottrarla dalle violenze che potrebbe subire nel suo paese. Per trovarla hanno messo in atto una campagna senza precedenti, diffondendo le foto delle nonne come nemmeno per i peggiori criminali, eseguendo un blitz notturno per catturarla e metterla su un aereo per la Bielorussia, il tutto con il consenso del governo e delle autorità italiane. La vergogna e lo sdegno raggiungono l’apice pensando come il governo italiano sia pronto allo scontro diplomatico con gli Stati Uniti sulla questione del rapimento, più che giusto ai fini della nostra sicurezza, del terrorista Abu Omar e sia succube della piccola Repubblica Bielorussa su un pietoso caso umano che ha toccato le coscienze di milioni di italiani.