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«Se andrà al governo l’ Unione non aumenterà le tasse», disse Prodi in campagna elettorale, vediamo come il salume mantiene le promesse. Finanziaria 2007: aumento aliquota rendite finanziarie dal 12,5% al 20%, aumento aliquota irpef dal 39% al 43% per i redditi sopra 70.000 euro, aumento ICI indotto dallla revisione degli estimi catastali, aumento di 4/5 punti delle aliquote contributive per autonomi e parasubordinati, aumento addizionali irpef e irap indotto dal taglio dei trasferimenti agli enti locali, aumento dei ticket sanitari esistenti ed introduzioni di nuovi, aumento parametri studi di settori di artigiani e commercianti, manca solo la reintroduzione della tassa di successione ma è solo questione di tempo. Una serie di aumenti, tagli, come quelli incredibili alla scuola, e furti come quello del trasferimento del TFR dalle aziende all’inps, davvero impressionante e che qualifica in maniera inequivocabile l’unione di Prodi come il PdT ovvero Partito delle Tasse, alla faccia delle dichiarazioni fatte in campagna elettorale.

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Tra le anticipazioni sulla Finanziaria 2007 spicca il capitolo relativo alla scuola con una serie di tagli impressionanti: dimezzamento degli scatti di anzianità dei docenti che di fatto rappresenta una riduzione di stipendio, rapporto alunni/docente incrementato di 0.25 all’anno fino al 2012, riduzione dell’organico cosiddetto funzionale, ad esempio quello per il tempo pieno e per il sostegno di alunni con handicap, taglio del 6% dei collaboratori scolastici e amministrativi. Una vera e propria macelleria sociale. Se esistesse un minimo di coerenza tra le migliaia di persone che invadevano piazze e scuole per contestare la Moratti e la sua riforma, che peraltro non tagliava ma introduceva alcune novità assolutamente sensate e prontamente abolite, dovrebbero perlomeno avere lo stesso atteggiamento nei confronti di questo governo. Purtroppo dubito che ciò accada, dopotutto erano burattini usati dalla sinistra per colpire il nemico, i soliti utili idioti.

Il verde sottosegretario all’economia lancia la sua proposta per risolvere il problema del disagio abitativo: «E’ necessario requisire gli immobili». Questo il Cento pensiero che mira a rendere effettivo uno degli slogan più amati dai suoi amici centrosocialisti quando spaccano le vetrine dei commercianti, ovvero il “La proprietà privata è un furto” di sovietica memoria. Dopo aver convinto il ministro rifondatore del comunismo Ferrero ad emanare l’ennesimo blocco degli sfratti, impedendo di fatto a molti proprietari di rientrare in possesso della loro casa, ora er piotta, con la scusa dell’emergenza abitativa, vuole requisire le case degli italiani. Voi, sempliciotti assertori del diritto alla proprietà privata come diritto fondamentale della persona, dovrete adeguarvi ai nuovi dettami governativi, ma almeno potrete togliervi la soddisfazione di espropriare il SUV dell’ambientalista sottosegretario, sicuramente non avrà nulla in contrario.

Questa volta devo dare atto al nostro Presidente del Consiglio che aveva proprio ragione. Qualche giorno fà alle legittime richieste di chiarimenti sulla vicenda Telecom rispose “Ma siamo matti?”. Ebbene si, caro mortadella, sei proprio matto. Solo uno che ha perso il lume della ragione può fare dichiarazioni di questo tipo: «La sicurezza del Papa nel suo viaggio in Turchia? Non ne so nulla. Ci penseranno le guardie svizzere» dice il poveretto. Qualche dubbio a proposito della sua salute mentale era già emerso nei giorni scorsi quando rilasciava dichiarazioni confuse e contrastanti sull’affare Telecom o quando assicurava di avere avuto l’incondizionato assenso di Assad al dispiegamento di una guardia di frontiera sul confine siriano-libanese, salvo essere seccamente smentito il giorno successivo dallo stesso presidente siriano.

«L’imperatore spiega le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell’anima» questa la citazione fatta da Papa Ratzinger a Ratisbona, nulla di provocatorio, un pensiero più che ragionevole e per di più non suo. Ciò nonostante le reazioni del mondo islamico sono state inaudite per intensità e numero. A seguito di queste vergognose aggressioni, numerosi sono stati gli attestati di solidarietà. dal Presidente Bush al cancelliere Angela Merkel. Anche i leader del centrodestra italiano hanno giustamente ritenuto di dover difendere il Pontefice, soprattutto Casini denunciando un atteggiamento di subalternità psicologica veramente grave. Ieri, a sorpresa, interviene perfino il presidente iraniano Ahmadinejad: «Lo rispettiamo, le sue parole sono state male interpretate», solo da Prodi non arriva nulla, il silenzio più assoluto, e poi dicono che nel centrosinistra è solo Rutelli il cattolico per convenienza.

“A volte è difficile credere che l’Italia è nel G7, gli ultimi sviluppi del caso Telecom fanno sembrare l’Italia una repubblica delle banane”. Questo è quanto scrive il più prestigioso quotidiano finanziario americano, il Wall Street Journal che sintetizza molto bene quanto sia stata minata la credibilità internazionale dell’Italia grazie all’inettitudine di Prodi. Accusare il presidente di Telecom di non averlo informato sul piano di riassetto della società, scoprire pochi giorni dopo che il suo consigliere economico aveva mandato, alla stessa Telecom, una proposta di cessione della rete fissa alla Cassa Depositi e Prestiti, cadere dalle nuvole dicendo di non saperne nulla, in fondo si trattava solo di otto miseri miliardi di euro, rispondere “Ma siamo matti?” alla legittima richiesta di chiarimenti, tutto questo è troppo anche per un presidente di una repubblica delle banane.

Forte del fatto che milioni di italiani sono assidui frequentatori di palestre e piscine, il ministro Melandri, si fà avanti con una proposta squisitamente demagogica: «Si devono poter dedurre le spese per palestra e attività sportive». Nessuno mette in dubbio l’utilità sociale ed individuale di una sana pratica sportiva, ma le priorità degli italiani, soprattutto meno abbienti, sono ben altre, ad esempio poter dedurre le spese dell’affitto, quelle di gestione e amministrazione della casa o altre svariate spese di primaria necessità. Insomma anche il ministro Melandri, fin qui distintasi solo per lo scontro con il Ministro Mastella sulla presenza di Moggi in TV e per l’auspicio di avere una nazionale multietnica come quella francese, si fà promotrice di una giustizia sociale alla rovescia.

Arriva dal governo la conferma dell’adeguamento dei valori catastali a quelli di mercato, con conseguente aumento, in molti casi raddoppio, dell’Ici. Il provvedimento, fortemente voluto dal dracula rosso Visco, andrà a colpire tutti i proprietari di casa, ma ovviamente penalizzerà in misura maggiore chi è più povero. Per contro, i proventi di affitti verranno tassati con una aliquota secca del 20% che non essendo progressiva è estremamente iniqua. Il governo fà un bel regalo ai ricchi multiproprietari di case, che si ritroveranno imposte dimezzate, ad esempio con un reddito oltre 100.000 euro il prelievo passerà dal 43% al 20%. Tutto questo con la scusa della lotta all’evasione, peccato che l’unico modo di far emergere il nero sulle locazioni è quello di rendere deducibile quanto pagato per l’affitto, aiutando tra l’altro, chi fatica a pagare affitti sempre più salati. E’ questa la giustizia sociale promessa da Prodi?

Il subcomandante Fausto, pizzicato da Vittorio Feltri ad usare l’aereo di stato per raggiungere l’esclusiva località turistica di Quiberon sulla costa bretone francese. Il sostenitore della repressione sovietica in Ungheria Giorgio Napolitano, pizzicato dall’europarlamentare Martin ad aver acquistato nel 2004 un biglietto low-cost Roma-Bruxelles al prezzo di 90 euro, ottenendo però un indennizzo di 800 euro. Mentre nel caso di Bertinotti non si può ravvisare nulla di illecito ma solo una grande, molto grande, questione di opportunità, nel caso di Napolitano si tratta di una vera e propria truffa. Su questi vergognosi fatti, la sinistra ha steso un democratico velo pietoso. Forse da chi ha sempre sostenuto la questione morale come priorità permanente ci si poteva aspettare un pò più di autocritica, ma in fondo sono solo compagni che sbagliano.

«Non accetto censure» sbotta il Ministro della giustizia Mastella dopo essere stato duramente criticato dal Ministro Melandri, il Ministro Mussi che difende a spada tratta la collega di partito, altri esponenti della maggioranza che prendono le parti di Mastella. Cosa ci potrà mai essere al centro di un tale scontro? Sicuramente una questione di vitale importanza per il paese, una contesa per gli stanziamenti di risorse fra ministeri, una discussione sull’opportunità di un provvedimento controverso come l’indulto o visioni contrastanti sul futuro della cultura in Italia. Nulla di tutto questo, le ragioni del contendere vanno ricercate nella partecipazione di Luciano Moggi alla trasmissione della Ventura, trasmissione in cui era presente anche il re di Ceppaloni, presenza ritenuta inopportuna dalla Melandri. La serietà al governo, era uno degli slogan di Prodi, complimenti.

Prodi annuncia trionfante la sua proposta per la definitiva risoluzione della crisi Libanese, mandare sulla frontiera tra Siria e Libano qualche centinaio di guardie di frontiera disarmate e senza divisa per controllare i flussi di armi verso gli hezbollah. Considerando che la frontiera in questione si estende per 375 chilometri e che l’efficacia di una guardia disarmata si commenta da sola, la proposta di Prodi ha fatto il giro del mondo suscitando reazioni tra il divertito e lo sgomento. Come se non bastasse questa figuraccia, assicura di avere avuto l’incondizionato assenso del presidente siriano Assad, peccato che il giorno successivo arriva da Damasco una secca ed irritata smentita. Questa volta mortadella supera se stesso e la sua consolidata fama internazionale di incompetente, forse gli spiriti che interroga nelle sue frequenti sedute spiritiche non lo aiutano più come una volta?

Non passa giorno che il ministro della Solidarietà sociale non decanti le virtù della marijuana o biasimi il proibizionismo introdotto dalla legge Fini. L’obiettivo è chiaro, legalizzare le droghe leggere e depenalizzare i reati commessi da tossicodipendenti e la finta disapprovazione dei finti cattolici dell’unione non fermerà la smania libertaria del comunista ministro gia’ ideatore delle stanze del buco. Per convincere gli italiani della bontà del Ferrero pensiero occorre però agire sul fronte della propaganda mediatica. Ecco che come per incanto spunta un noto personaggio televisivo, un vero opinion leader, con una rivelazione davvero sorprendente: “mi faccio le canne con le mie figlie” dice Claudio Amendola, con una punta di orgoglio. Queste sconcertanti esternazioni rappresentano un forte messaggio per i giovani: drogarsi e’ bello, guardate, io lo faccio pure con le mie figlie. Il fatto che il miliardario venditore di tvfonini, sia un dichiarato sostenitore del partito di Ferrero denota un’unità di intenti davvero straordinaria.

Il regime trasforma lo sbarco dei nostri soldati in Libano, in un indecente show televisivo. Una RAI sempre piu’ filogovernativa supporta l’ennesima iniziativa di propaganda mirata a fare del governo e soprattutto del filoterrorista ministro degli esteri degli eroi senza macchia e senza paura. Trasmettere in diretta lo sbarco delle truppe tra bagnanti e ombrelloni ha ridicolizzato i nostri militari trasformandoli in figuranti di un film bellico di quart’ordine. L’uso ignobile e meschino che Prodi e compagni fanno dei ragazzi che rischiano la pelle in una missione tanto costosa quanto ambigua, è vergognoso almeno quanto l’assordante silenzio dei pacifinti alla Gino Strada o alla Giulietto Chiesa che anche in questa occasione hanno pensato bene di non proferire verbo.