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Dopo essere stato invitato alle celebrazioni del 50° anniversario della rivolta di Budapest e dopo aver preso atto delle vibranti proteste che questo invito ha suscitato in Ungheria, Napolitano prova a farsi perdonare ma rimedia solo una figuraccia da vile opportunista. Il mea culpa recita cosi’: “Sui fatti d’Ungheria Nenni aveva ragione”. Un po’ poco caro Presidente, certo che Nenni aveva ragione ma il fatto e’ che lei aveva torto. Un sincero pentimento avrebbe portato a parole di condanna verso chi, come lei e i suoi compagni di partito comunista, dal dopoguerra in poi ha sempre sostenuto Stalin e i suoi crimini e da quel regime riceveva soldi sporchi di sangue, ma forse era chiedere troppo e per questo continuera’ a non rappresentare tutti gli italiani ma solo una parte.

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Sergio D’Elia, ex terrorista rosso già condannato per l’omicidio di un poliziotto attualmente parlamentare della sinistra, in visita al carcere di Pordenone snocciola con soddisfazione i numeri dell’indulto: 21.126 detenuti usciti dalle carceri, 37.620 quelli rimasti ancora dietro le sbarre. Per azzerare la popolazione carceraria ecco la ricetta D’Elia: legalizzazione delle droghe leggere, depenalizzazione dei reati commessi da tossicodipendenti e dulcis in fundo «la più grande amnistia della storia repubblicana». Probabilmente il deputato assassino non e’ completamente soddisfatto delle conseguenze del gesto di clemenza fortemente voluto da lui e dai suoi compagni, non gli e’ bastato lo spaventoso incremento del numero di scippi, rapine e furti dall’entrata in vigore dell’indulto, la sua sete di giustizia non e’ stata sufficientemente saziata dall’aver garantito l’impunità a migliaia di delinquenti che in carcere non entreranno mai. Dall’alto della sua autorità morale conferitagli dai compagni che lo hanno votato, vuole di piu’.

Soprattutto D’Alema ma anche Prodi e Parisi non stanno piu’ nella pelle, vogliono giocare con i soldatini. I tre statisti si atteggiano a duri «Siamo pronti a partire; pronti a guidare la spedizione» dicono a gran voce con Mussoliniana fierezza dagli schermi di tutte le televisioni. Peccato che i rischi di questa missione siano altissimi, Francesi, Tedeschi e Inglesi lo hanno capito e si stanno defilando. Ma tant’è i novelli condottieri non vogliono rinunciare alla loro partita a Risiko. Vogliono distinguersi dall’odiato Berlusconi e dalla sua convinta politica estera filoamericana e filoisraeliana. Sfruttando l’attuale debolezza di Israele, la quale ha dovuto ammettere, nonostante abbia colpito duramente il Libano, di non essere riuscita a distruggere gli hezbollah, vogliono arrivare a mettere in difficolta’ Israele e Stati Uniti. Insomma alla sinistra la guerra piace solo se e’ contro Israele e l’occidente.

Dopo aver definito “sproporzionata” la reazione di Israele agli attacchi terroristici, dopo aver definito la strategia di Olmert “un disastro politico”, il baffetto supera se stesso e si fa’ fotografare a braccetto di un ministro Hezbollah. “Incredibilmente a braccetto con un ministro che rappresenta un’organizzazione nemica della pace e non solo di Israele”, ha commentato il portavoce della Comunità ebraica. La mancanza di condanna degli hezbollah, terroristi che si fanno scudo di civili, e l’insistente critica allo Stato di Israele da parte del nostro ministro degli esteri rivelano la vera natura anti-israeliana e anti-americana di tutta la maggioranza di governo e non solo della sinistra radicale.

Prodi si inventa un milione di italiani pronti a votarlo alle prossime elezioni. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato le nuove norme sulla cittadinanza: gli extracomunitari in regola potranno averla dopo cinque anni di residenza, tempi dimezzati rispetto alla legislazione precedente. In più viene introdotto il principio dello jus soli, che garantisce la cittadinanza a chi nasce nel nostro Paese. Questi provvedimenti oltre che scardinare la nostra identità nazionale contribuiscono ad alimentare l’immagine di “Italia Eldorado per gli immigrati” che questo governo ha creato fin dal suo insediamento.