Ieri e’ stata approvata la prosecuzione della partecipazione italiana ad un nutrito pacchetto di missioni internazionali, tra le quali quelle in Iraq e Afghanistan dove tra l’altro sono cambiate le regole d’ingaggio passate da “peacekeeping” a “combat”. Al summit di Roma D’alema ha dato il suo placet ad una missione di pace in Libano che di pacifico ha solo il nome visto che dovra’ disarmare gli Hezbollah. Rispetto ai tempi del guerrafondaio Berlusconi lo scenario dell’impegno militare italiano non mi sembra particolarmente mutato, anzi. Ora mi chiedo, ma dove sono andati a finire i vari Bertinotti, Caruso, Agnoletto pacifisti doc che andavano a braccietto con chi voleva 10-100-1000 Nassirya, dov’e’ quel Pecoraro che tra una richiesta di ritiro dall’Iraq e l’altra sghignazzava con il suo amico pacifondaio Errani al funerale dei carabinieri caduti in Iraq, dove sono quei toccanti servizi giornalistici sulle atrocita’ commesse dai nostri militari e dai loro colleghi angloamericani, e quei simpatici cortei organizzati dalla triplice dove si inneggiava alla pace e all’articolo 11 della Costituzione? Che dire poi di tutte quelle belle bandiere colorate che sventolavano dalle finestre delle case di tanti italiani, non ne vedo piu’ una. Erano utili o idioti?

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