Sul corriere della sinistra leggo «Chi ha espresso soddisfazione per la decisone del governo per l’introduzione della vendita dei medicinali da banco nei supermercati sono le Coop che dallo scorso novembre avevano già lanciato la campagna “Farmaci più liberi, prezzi più bassi”». Ma va’ perfino il quotidiano comunista diretto da Mieli non puo’ nascondere l’evidenza. Quello che e certo e’ che le liberalizzazioni della sinistra colpiscono solo ceti e professioni, a torto o a ragione ritenuti «privilegiati» e, per questo, vicini al centrodestra. Mentre non si prendono in considerazione macroscopiche posizioni di rendita – si pensi alla grande industria, il sindacato, il pubblico impiego – dove la cultura del mercato ha cittadinanza ancora più incerta.

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