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Sua Eccellenza il Ministro Segretario di Stato alla Giustizia, Clemente Mastella, ha firmato il decreto volto a concedere la grazia ad Ovidio Bompressi. L’ex di Lotta Continua stava scontando una pena definitiva a 22 anni di reclusione, in quanto ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio del commissario Calabresi.
In questo provvedimento ci sono almeno due ingiustizie. La prima nei confronti delle vittime del terrorismo e dei loro parenti. La seconda ingiustizia riguarda tutti quei detenuti che nelle medesime condizioni di Bompressi hanno chiesto la grazia e se la sono vista negare.

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Ferrero vuole “sanare” subito 480mila clandestini e soprattutto dare un permesso di soggiorno a chi cerca lavoro, autorizzando, di fatto, chiunque ad entrare illegalmente nel nostro paese. In questo modo, mentre Spagna e Francia stanno adottando leggi piu’ rigorose in tema di immigrazione, l’Italia si appresta a ritornare, come lo era all’epoca del primo governo Prodi, il ventre molle del mediterraneo.

Intervistato a Genova per i festeggiamenti del primo maggio riguardo il rifinanziamento dell’intervento in Afghanistan, il comunista Bertinotti si sottrae dalla discussione dicendo che oggi si parla di lavoratori. Il giornalista gli fa allora presente che anche i militari sono lavoratori. “No, sono militari e in Afghanistan svolgono una funzione”.
I poliziotti saranno molto contenti del fatto che il segretario della camera presieduta dal subcomandante Fausto e’ un signore condannato a 25 anni per l’omicidio di svariati loro colleghi.

A chi ritiene che Napolitano non può essere definito “comunista”, ricordo che nel 1956, all’indomani dell’invasione dei carri armati sovietici a Budapest, mentre Antonio Giolitti e altri dirigenti di primo piano lasciarono il Pci, Napolitano arrivò a bocciare con durezza questa scelta dell’esponente comunista piemontese, profondendosi in elogi non solo di Togliatti, ma anche dei sovietici. L’Unione sovietica, infatti, secondo lui, sparando con i carri armati sulle folle inermi e facendo fucilare i rivoltosi di Budapest, avrebbe addirittura contribuito a rafforzare la «pace nel mondo».
In Ungheria il 23 ottobre 1956 operai e studenti diedero il via a una rivolta generale chiedendo il ritiro delle truppe sovietiche e radicali riforme. Il 2 novembre il capo del governo Imre Nagy proclamò la neutralità del Paese e chiese l’intervento dell’Onu ma il 4 novembre intervenne l’armata rossa che represse la rivolta dopo una resistenza eroica degli anticomunisti ungheresi che continuarono a combattere sino l’anno successivo: gli storici fanno una stima dei morti ungheresi che è tra le 25.000 e 50.000 persone oltre circa 7.000 soldati sovietici uccisi in combattimento. Negli anni seguenti tra le circa 2.000 esecuzioni dei condannati a morte vi fu quella di Imre Nagy; circa 250.000 ungheresi emigrarono per evitare persecuzioni politiche. Con l’avvento della democrazia in Ungheria la data del 23 ottobre è diventata festa nazionale.

Con soli 543 voti su 1009 il diessino Napolitano sale al Quirinale. Alla fine i cosacchi sono riusciti a portare i loro cavalli a bere nelle fontane di piazza San Pietro. L’elezione di un comunista alla Presidenza della Repubblica Italiana e’ lo spunto per aprire un blog che vuole essere solo un resoconto, un diario degli scempi che questa sinistra si sta avviando a compiere nel nostro paese.