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Il regime trasforma lo sbarco dei nostri soldati in Libano, in un indecente show televisivo. Una RAI sempre piu’ filogovernativa supporta l’ennesima iniziativa di propaganda mirata a fare del governo e soprattutto del filoterrorista ministro degli esteri degli eroi senza macchia e senza paura. Trasmettere in diretta lo sbarco delle truppe tra bagnanti e ombrelloni ha ridicolizzato i nostri militari trasformandoli in figuranti di un film bellico di quart’ordine. L’uso ignobile e meschino che Prodi e compagni fanno dei ragazzi che rischiano la pelle in una missione tanto costosa quanto ambigua, è vergognoso almeno quanto l’assordante silenzio dei pacifinti alla Gino Strada o alla Giulietto Chiesa che anche in questa occasione hanno pensato bene di non proferire verbo.
Soprattutto D’Alema ma anche Prodi e Parisi non stanno piu’ nella pelle, vogliono giocare con i soldatini. I tre statisti si atteggiano a duri «Siamo pronti a partire; pronti a guidare la spedizione» dicono a gran voce con Mussoliniana fierezza dagli schermi di tutte le televisioni. Peccato che i rischi di questa missione siano altissimi, Francesi, Tedeschi e Inglesi lo hanno capito e si stanno defilando. Ma tant’è i novelli condottieri non vogliono rinunciare alla loro partita a Risiko. Vogliono distinguersi dall’odiato Berlusconi e dalla sua convinta politica estera filoamericana e filoisraeliana. Sfruttando l’attuale debolezza di Israele, la quale ha dovuto ammettere, nonostante abbia colpito duramente il Libano, di non essere riuscita a distruggere gli hezbollah, vogliono arrivare a mettere in difficolta’ Israele e Stati Uniti. Insomma alla sinistra la guerra piace solo se e’ contro Israele e l’occidente.
Nel decreto delle finte liberalizzazioni e’ prevista una riduzione indiscriminata del 20% del compenso giornaliero di chi è in missione all’estero.
La bastonata è privilegio di militari e polizie, non è concertata, non colpisce la processione di «missionari» dei ministeri dell’Economia, degli Esteri, dell’Istruzione, delle Regioni con i lussuosi uffici di rappresentanza a New York e neppure i parlamentari che visitano i militari in missione. Solo militari e polizie.









