Il sito Cultura Cattolica è stato oscurato da hacker ignoti dopo essere stato additato dall’organo ufficiale del laicismo nazionale, la Repubblica, come oscurantista ed omofobico. Quando la libertà di pensiero fa paura, quando si ostacola il processo di distruzione della famiglia naturale, quando si osa opporsi al nichilismo imperante, allora meglio ingaggiare o aizzare qualche hacker, che mette a tacere le voci di dissenso al pensiero unico laicista di Scalfari e compagni. Agli autori del sito, vittima del vile attacco, và tutta la mia solidarietà. Questo l’articolo incriminato:
Lino Banfi, interprete di Nonno Libero, nella fiction televisiva “un medico in famiglia”, ci ha lentamente abituati con la sua aria sorniona, alle famiglie “aperte”, dove regna l’allegria, la mancanza della mamma è surrogata da nonni e tate premurose, dove il padre si sposa la zia e insieme spariscono per lunghi mesi, lasciando la famiglia nelle mani di questo instancabile nonno, che denigra la scuola libera, inneggia al sindacato come risolutore di tutti i mali e si sposa la consuocera borghese per redimerla. Ora nonno Libero, si lancia in un’altra operazione di “marketing culturale”, con la prossima fiction in onda su RAI UNO, il 20 novembre, in prima serata, dal titolo “Il padre delle spose”, racconta la storia di un padre, pugliese, vedovo, che dopo molti anni che non vede la figlia che vive in Spagna, decide di andare a Barcellona a trovarla e la trova, sposata con un’altra donna. Dopo il rifiuto iniziale del padre tradizionalista, gli autori garantiscono il lieto fine, ci mancherebbe altro, del resto sempre di un matrimonio si tratta, o no? No. Due donne sono una coppia che vive insieme, non basta che una legge dica che anche se dello stesso sesso possono dirsi “sposate”, il matrimonio è un’altra cosa, spiacente, ma le parole hanno un peso e gli impegni che si prendono sono differenti. Lo so, le accuse di razzismo e di grettezza mentale, sono assicurate, persino un vecchio patriarca pugliese si arrende e finisce per accogliere le due donne come figlie e voi vorrete protestare? Beh, io sì. Una cosa è accogliere la figlia lesbica e un’altra è dire che il matrimonio tra due omosessuali e due eterosessuali è la medesima cosa. Io voglio protestare, perché questo continuo far passare in televisione l’idea, che tutte le unioni possono essere equiparate, è una forzatura innaturale.Non sospenderanno certo la fiction per le nostre proteste, ma far sentire la nostra voce, chiedere lo spostamento in seconda serata e magari disdire il canone RAI potrebbe essere utile.










11 comments
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23 Novembre 2006 a 6:43 pm
monica
Caro Cosacco
ancora una volta mi trovo d’accordo con te.
Non sono mai stata né sono una bigotta, tra le mie conoscenze ci sono omosessuali con i quali ho ottimi rapporti e sui quali non nutro preclusioni alcune, neppure nella loro libera scelta di convivere come coppia di fatto.
Da questo però al matrimonio mi sento piuttosto distante.
Bada bene, non mi interessa il vincolo matrimoniale in sé tra due persone omo quanto uno dei diritti che lo Stato riconosce in seguito al matrimonio: la procreazione, e quindi l’adozione di bambini.
Non è concepibile, per me figlia di divorziati, non conteplare in un contesto familiare (quando già oggi la famiglia tradizionale vive nei suoi vistosi errori) la figura di un Padre e di una Madre.
Un deficit dal quale il bambino non potrebbe, a mio parere, trarre alcun input benefico alla sua formazione caratteriale.
Per il resto, in caso di malattie, sul ricoscimento dell’eredità, sulle agevolazioni o contributi statali, sono disposta a discutere.
Ma sul primo concetto non sono in grado, forse un mio limite, di ascoltare appelli.
Ciao!
23 Novembre 2006 a 7:20 pm
as
concordo.
non ci sono improbabili censure vaticane, ma le uniche sono venute da laicissimi hacker e dai radicali nei confronti del blogger daw, reo di aver pubblicato il video della loro direzione
as
23 Novembre 2006 a 7:33 pm
Tommy
Mi associo alla solidarietà e all’indignazione per l’attacco, soprattutto quello dei santoni del laicismo de la Repubblica, alla libertà di espressione. Pensa che la porcata di Banfi è stata propugnata dal governatore della Puglia Vendola (omosessuale dichiarato) che con i soldi destinati alla promozione dell’olio di oliva pugliese e quelli per la promozione del turismo nella sua regione e’ riuscito a produrre una fiction che da un grande aiuto alla causa omosessuale. Complimenti ai tanti pugliesi cattolici che hanno votato un siffatto personaggio.
Amen
23 Novembre 2006 a 11:16 pm
Cosacco
Monica,
anch’io non ho nulla contro gli omosessuali in quanto tali, se non ostentano in maniera volgare la loro condizione, quello che proprio non accetto è il tentativo della sinistra, di distruggere la famiglia naturale, cellula primordiale e fondante della società, e di presentare, attraverso meschine operazioni di propaganda culturale, il matrimonio tra persone dello stesso sesso e la loro possibilità di adottare bambini, come un ampliamento naturale della sfera dei diritti individuali. In realtà proprio a quei minori è precluso il diritto di vviere, crescere ed essere educati da un papà e da una mamma come avviene in una famiglia normale fin dai tempi di Adamo ed Eva.
Salutoni
Alessandro,
forse qualcuno dovrebbe spiegare al sacerdote del laicismo Scalfari, agli anticattolici hacker e agli anticlericali radicali, che è grazie alla cultura cattolica e cristiana che ha intriso la nostra storia che anche loro, oggi, possono esprimersi liberamente, o pensano che con i sterminatori di preti Stalin e Lenin avrebbero avuto più libertà?
Tommy,
d’accordo che Vendola è un frocetto DOC, ma spendere i soldi dei pugliesi per fare pubblicità alla sua Denominazione di Origine Controllata, invece che a quella dell’olio della sua regione è veramente scandaloso. Peraltro anche quelli della RAI sono soldi pubblici, si sono spesi i anche i tuoi ed i miei danari per realizzare un’opera di normalizzazione culturale e indottrinamento laicista dell’opinione pubblica, con questo non che i messaggi che arrivano dalle tv del Berlusca siano migliori, ma almeno non sono finanziati dallo Stato.
Vai in pace e che l’anticomunismo sia con te!
24 Novembre 2006 a 7:05 pm
Laura
Marito e moglie non esistono più, padre e madre sono in via d’estinzione
E che nella Spagna di Zapatero, da che è diventato legale il matrimonio tra persone dello stesso sesso, nei certificati di nascita si legge ora “progenitore A” e “progenitore B” e non più padre e madre (e del resto in Massachusetts, nei certificati di nozze, non c’è più scritto “moglie” e “marito” ma “parte A” e “parte B”)? Non è difficile riconoscere, in tutti questi cambiamenti, alcuni dei frutti prodotti da quella che è stata chiamata, negli anni Novanta, “Agenda di genere”. Vale a dire la traduzione politica in ogni possibile settore pubblico e privato (attuata anche attraverso le operazioni propagandistiche partorite dalle conferenze onusiane sulle donne del Cairo e di Pechino) della teoria del “gender”, all’inglese. Movimento di pensiero nato nell’ambito del femminismo radicale (che non bisogna tuttavia commettere l’errore di scambiare con tutto il femminismo) che considera obsolete e discriminatorie le definizioni “sesso maschile” e “sesso femminile”.
Una delle sue massime teoriche, la filosofa americana Judith Butler, docente a Berkeley, nei suoi studi sostiene che l’identità sessuale è sempre un’ INVENZIONE ( !!), che qualsiasi richiamo alla natura è truffaldino, antiquato, socialmente e culturalmente costruito: in una parola, oppressivo e discriminatorio per definizione.
In questa prospettiva, i termini “madre” e “padre” sono poco meno che insulti, ciarpame da azzerare con definizioni meno biologicamente deterministiche, mentre la via della liberazione passa per la possibilità di costruire ciascuno il proprio “genere”: un’operazione di spensierato bricolage identitario, nel quale la natura (l’essere nati maschi o femmine) è qualcosa di cui sbarazzarsi al più presto e senza rimpianti.
– Strategia mondiale contro il matrimonio e la famiglia
Bisogna tenere presente che le leggi civili sono principi strutturanti della vita dell’uomo in seno alla società, per il bene o per il male.
Esse svolgono un ruolo molto importante e talvolta determinante nel promuovere una mentalità e un costume.
Le forme di vita e i modelli espressi nelle leggi tendono a modificare nelle nuove generazioni la comprensione e la valutazione dei comportamenti.
Il matrimonio gay , l’abolizione dei termini padre e madre, marito e moglie , l’autodeterminazione del sesso ( ovvero considerare legalmente la natura – cioè l’essere nati maschi o femmine- come qualcosa di cui sbarazzarsi a piacere: vedi Regione Toscana, legge del 10 novembre 2004… ) finisce per ledere la libertà dei più “piccoli” e dei più “deboli”, in special modo quella degli adolescenti che attraversano una fase delicata di sviluppo relativa a tutti gli aspetti della personalità, con crisi di identità, compresa quella sessuale.
Ha un effetto contagioso e dannoso su quanti hanno ferite psicologiche, che possono predisporre ad un comportamento disordinato; ha un effetto negativo su chi cerca di liberarsi dai comportamenti disordinati e non aiuta a motivare quanti sono diventati dipendenti dei comportamenti disordinati. Ogni disordine comportamentale, quando è istituzionalizzato, non solo tende a perpetuare e a diffondere se stesso, ma apre la porta ad altri comportamenti distorti e irrazionali.
- LA PROPAGANDA DELL’AGENDA DI GENERE IN ITALIA
Dopo anni di films erotici con Lando Buzzanca e Lino Banfi , che hanno letteralmente “rincoglionito” intere generazioni , distruggendo nelle menti l’importanza della unione del sesso con l’amore, adesso gli stessi attori vengono utilizzati per la strategia anti-famiglia, cioè vengono utilizzati per insegnare ai bambini che il matrimonio non è solo tra uomo e donna, ma anche omo + omo, donna + donna, ecc
Infatti, la Rai, la nostra televisione pubblica nazionale, dopo il film di Buzzanca, ha lanciato l’ennessima pubblicità ai matrimoni omosessuali. Protagonista di questa operazione questa volta è di Lino Banfi …il simpatico nonnetto di “Un medico in famiglia”…l’attore pugliese è infatti protagonista dal giorno 20 novembre di una fiction in prima serata su Rai Uno, dal titolo “Il padre delle spose”…la vicenda narra che questo padre recatosi in Spagna per andare a trovare la figlia che lavora lì, la troverà …con sua sorpresa, sposata con un’altra donna!
E’ già stato anticipato che la fiction si concluderà con l’accettazione da parte del padre di questo matrimonio, con tanto di finale a loro dire commovente in baci e abbracci di Lino Banfi alle due donne sposate.
Certo, basterà non vedere questo film, ma il punto non è questo: il fatto è che lo vedranno in prima serata tanti bambini affascinati dalla ‘comica figura’ di Lino Banfi.
- NEGARE IL MATRIMONIO AI GAY E’ UNA DISCRIMINAZIONE?
Perché a due amici che vivono insieme, il cui vincolo di amore può essere superiore a quello di una coppia sposata,
lo Stato non riconosce lo status di matrimonio ?
Si tratta forse di razzismo, di discriminazione?
Ma, in questo modo, a due amici che vivono insieme vengono negati specifici diritti civili?
In realtà, tutti quei diritti al cui riconoscimento aspirano i partner di una unione di fatto, di amicizia o omosessuale possono essere attivati tramite il diritto volontario e senza alcuna necessità di
introdurre nel codice nuovi istituti. Il testamento, ad es., esiste proprio
per far sì che si possa trasmettere il proprio patrimonio a chi non avendo vincoli legali e/o familiari col testatore sarebbe escluso dalla successione legittima. La locazione della casa di comune residenza può essere stipulata
congiuntamente dai due partner, in modo tale che al momento della morte dell’uno essa possa, senza alcuna difficoltà, proseguire a carico dell’altro.
Non è vero, in altre parole, che ai conviventi o agli amici o agli omosessuali conviventi vengano negati specifici diritti civili: la differenza rispetto al matrimonio sta semplicemente qui, che quei diritti che la legge riconosce automaticamente alla coppia che contrae matrimonio (assieme a corrispondente numero di doveri) nel caso delle convivenze devono essere, per dir così, attivati dai conviventi stessi. Il che, oltre tutto, è particolarmente coerente col principio, tipicamente moderno, dell’autonomia della persona, un principio che viene costantemente rivendicato ed elogiato dalla cultura c.d. “laica” e che non si vede perché, solo nel caso delle convivenze, debba essere messo da parte.
Diverso dal diritto privato è invece l’istituto del matrimonio fra l’uomo e la donna che riceve un particolare grado di protezione da parte dello Stato per il suo VALORE SOCIALE, in quanto assicura L’ORDINE DELLE GENERAZIONI. La famiglia naturale svolge una funzione pubblica che è quella di perpetuare la comunità. Perché ad es. il diritto dà un riconoscimento pubblico al matrimonio e non all’amicizia? Perché l’amicizia, che pure attiva un vincolo, che può essere in alcuni casi esistenzialmente ancora più significativo di quello coniugale, non ha rilievo sociale, ma esclusivamente personale. Il matrimonio invece, fondando la famiglia, e garantendo l’ordine delle generazioni, ha un rilievo sociale del tutto caratteristico, che ne giustifica la giuridicizzazione. Si pensi al diritto successorio: un individuo, morendo, è COSTRETTO a lasciare parte del suo patrimonio ( una parte molto consistente ) alla sua famiglia, anche dove i rapporti fossero incrinati, rinunciando a fare di essi ciò che meglio crede, proprio perché la famiglia riveste per la società un’importanza talmente centrale da necessitare di una tutela molto forte, a ogni costo
La coppia omosessuale non crea famiglia: lo impedisce la sua costitutiva sterilità. Certo, una coppia etero può essere sterile o decidere di non procreare, ma resta potenzialmente una coppia “capace” di procreare e quindi di svolgere una funzione sociale fondamentale.
I rapporti omosessuali, invece, sono di per sé sterili e dunque non altrettanto importanti per la perpetuazione della comunità e del genere umano.
Questo è un dato oggettivo che non ha alcuna attinenza con il valore etico dei comportamenti omosessuali.
L’omosessualità è una scelta lecita che non può essere discriminata ma il rapporto di coppia omosessuale non ha rilevanza pubblica per poter attivare il riconoscimento di uno statuto speciale, in modo del tutto analogo a ciò che avviene nel rapporto di amicizia.
- L’AMORE OMOSESSUALE E’ UN AMORE DEBOLE
PUNTO PRIMO: ogni essere umano ha diritto di vivere e di rivendicare una identità gay o di sviluppare il proprio potenziale eterosessuale.
Chiarito il punto dei diritti e delle libertà,
Non si può non riconoscere che è facilmente obbiettivabile verificare che gli atti omosessuali non possono essere aperti alla vita: questa è la debolezza intrinseca dell’amore omosessuale e amare deriva dal geco “ama” che significa “insieme”.
L’amore omosessuale è un amore caratterizzato da un’attrazione dominante ed esclusiva dell’individuo verso ciò che è a lui uguale, non ancora aperta all’unione con il diverso che lo completa dando origine ad una nuova vita. Due esseri diversi e complementari che si uniscono in una nuova vita: la forza dell’amore. Gli atti omosessuali non possono contenere in sé il futuro e il destino del mondo perché l’essere umano è stato progettato maschio e femmina, con organi sessuali anatomicamente e fisiologicamente complementari appositamente fatti per unirsi.
Per la loro intima struttura gli organi genitali servono a unire l’individuo maschile con l’individuo femminile e questa unione li rende atti alla generazione di nuove vite, perché è finalizzata all’incontro dello spermatozoo con l’ovulo.
Secondo leggi inscritte nella natura stessa, l’atto sessuale presenta sempre due significati fra loro connessi: il significato unitivo e quello procreativo. Anche se nella donna esistono naturali periodi d’infecondità, la “disposizione” procreativa resta intatta e presente nella sua natura. Questo rende lecito, e in alcuni casi doveroso per i coniugi, quando le circostanze lo richiedono — salute fisica e psicologica, condizioni socio-economiche ed educative —, l’uso della sessualità senza scopi procreativi.
Gli atti omosessuali, invece, non possono, anche volendo, essere aperti alla vita, non possono, anche volendo, contenere in sé l’origine dell’umanità e il suo futuro, ma non possono, anche volendo, contenere in sé l’origine e il futuro della stessa omosessualità.
Se una coppia uomo –donna, anatomicamente e fisiologicamente predisposta per un atto sessuale completo, può essere infeconda, ciò è dovuto ad un IMPEDIMENTO ( malattia dei coniugi o esaurimento degli ovuli della donna, a causa dell’età avanzata ) : OSTACOLI QUESTI che impediscono all’unico tipo di atto sessuale capace di procreare ( cioè quello completo di un uomo e di una donna ) di raggiungere lo scopo.
Nel caso, invece, di due soggetti eterosessuali che compiono atti di tipo omosessuale, la non fecondità non è dovuta ad un impedimento ma ad un atto disordinato, cioè compiuto contro la differenza anatomica e fisiologica dei sessi che sono fatti per unirsi, per completarsi e per procreare.
Solo l’atto sessuale completo di un uomo e di una donna può essere “aperto alla vita” , solo esso è l’origine e il fondamento dell’umanità ma anche della stessa omosessualità.
Le stesse manipolazioni artificiali, destinate a produrre in laboratorio un nuovo essere umano ( clonazione compresa ), oltre ad essere gravemente lesive della dignità e dei diritti del nascituro, non possono fare a meno, nel costruirlo, di avere a disposizione l’INFORMAZIONE ARCHETIPICA e ANCESTRALE DELLA SUA ESSENZA: questa essenza incancellabile reca in sé l’IMPRONTA ORIGINARIA DELL’UNIONE DI UN UOMO E DI UNA DONNA.
Questo è il fondamento e l’origine di ogni essere umano: l’unione di un uomo e di una donna.
- PUBBLICATO IN ITALIA UN LIBRO CONTRO L’AGENDA DI GENERE
Esce in Italia, contro l’Agenda di genere, il libro dell’attivista pro famiglia Dale O’Leary (“Maschi o femmine? La guerra del genere”, a cura di Dina Nerozzi, edito da Rubbettino). Il libro è utile per capire la genesi di un movimento che ha attaccato e attacca frontalmente la maternità e la famiglia per quello che sono state fino a oggi. Nel farlo, intreccia filoni politico-culturali diversi ma concordanti (O’Leary li elenca: “Il gruppo che si occupa del controllo della popolazione, quello dei libertari della sessualità, gli attivisti dei diritti dei gay, i promotori multiculturali dei diritti degli omosessuali e del politically correct, la componente estremista degli ambientalisti, i neomarxisti progressisti, i decostruzionisti- postmodernisti”). Le madri sono imbarazzanti, per la teoria del gender, così come erano imbarazzanti per il documento preparatorio della Conferenza di Pechino. Il quale, scrive O’Leary, “non conteneva un solo programma per donne che sono madri o casalinghe a tempo pieno”. “L’unico modo per salvare il mondo è l’eliminazione della maternità”, ha scritto Jane Flax, un’altra sostenitrice del gender. Oppure, ed è quello che sta avvenendo, l’annegamento della maternità in una miriade di nuove forme legalmente riconosciute che frantumano la filiazione e la attribuiscono, con espedienti giuridici, ai più vari soggetti desideranti (la coppia di gay, per esempio, ma non solo).
C’è chi, più o meno consapevolmente, l’idea dell’eliminazione della maternità l’ha presa alla lettera, e con la scusa della rimozione degli stereotipi e dell’oppressione di genere prova a far passare l’idea (riuscendoci, in qualche caso) che le madri, in fondo, se non sono proprio dannose, sicuramente non sono più necessarie
Cosacco, questo e’ un articolo, a mio avviso, impressionante per le cose che dice, apparso sul Foglio di qualche giorno fa’, se non l’ho avevi gia’ letto mi sembra davvero interessante per capire quale agghiacciante futuro ci aspetta.
Ciao Laura
24 Novembre 2006 a 7:14 pm
Cosacco
Questo articolo mette i brividi, siamo allo sfacelo.
Queste meraviglie, sono frutto delle teorie secondo le quali se il progresso viene lasciato libero tende naturalmente al miglioramento. L’occidente alla fine è arrivato all’apice della modernità, siamo come il Dottor Faust di Goethe… ci siamo venduti l’anima per avere quello che abbiamo oggi, ma quanto durerà questa falsa tregua?
Prepariamoci al peggio.
Ciao
25 Novembre 2006 a 9:45 pm
Siro
La cosa incredibile è che Banfi si è giustificato: alla fine il padre accetta l’unione tra le due donne, non il loro matrimonio!
Ma quando mai??? Ma se tutta la fiction è uno sfacciato spot pro-Pacs. Vedi tutta la scena in ospedale che è praticamente la rappresentazione di uno degli argomenti (l’assistenza al partner ammalato) che Grillini e soci portano più frequentemente a sostegno delle loro tesi strampalate…
26 Novembre 2006 a 11:52 pm
Cosacco
Siro,
qualche tempo fà, lessi un articolo a firma dell’ottimo Buttafuoco che mi sorprese per la sua durezza e la sua impostazione eccessivamente critica, il politically uncorrect giornalista, affermava che: “l’Islam è l’unico potente alleato di chi combatte il degrado morale, l’orrore sociologico del nuovismo e la miseria della società contemporanea…Se la bandiera europea verrà sostituita dalla mezzaluna, non potremo che gioirne…”, ma più passa il tempo è più la nostra società assume i tratti delinati dall’agenda di genere, più trovo le parole di Buttafuoco sempre meno sconsiderate e sempre più verosimili.
28 Novembre 2006 a 3:19 pm
as
se anche personaggi popolari e popolani come banfi e morandi sono diventati favorevoli al matrimonio omosessuale forse la battaglia è già persa in partenza, soprattuto se si considera che lo stesso berlusconi non ha difeso adeguatamente buttiglione, cacciato dall’europa per aver osato definire il matrimonio una unione fra un uomo ed una donna.
c’è poi la maggior parte dei media che parte dai presupposti di un pensiero debole, così debole da non scorgersi nemmeno, supino alle mode più frivole, il cui unico rapporto col passato è il vintage, che vive in un eterno presente, che promuove un individualismo amorale percui tutto è lecito e possibile
28 Novembre 2006 a 7:04 pm
Cosacco
Alessandro,
citando la mancata nomina a Commissario europeo di Buttiglione hai colto perfettamente nel segno. Ricordo come nel 2004, Barroso lo incluse nella sua lista di nomine per la Commissione Europea, la nomina fu respinta dal Parlamento europeo, a causa delle opinioni di Buttiglione a favore dei concetti tradizionali di famiglia e sessualità. Nelle audizioni preliminari davanti allla Commissione per le libertà civili, la Giustizia del Parlamento Europeo ammise di considerare l’omosessualità “un peccato”, pur dichiarandosi contrario a ogni discriminazione. In conseguenza a questa sua posizione, la commissione si espresse a maggioranza contro la sua nomina, giudicandolo inadatto a ricoprire l’incarico per il quale si era candidato.
10 Dicembre 2006 a 2:06 pm
Paola
Come non essere d’accordo con quello che scirivi. Qui non si tratta della libertà di amare chi si vuole. Per me Banfi o chiunque altro può pensarla come vuole. Io rispetto le idee altrui. Ma che vogliano cambiare la nostra società, questo non mi sta bene. Il nostro è un paese cattolico e tale deve rimanere. Io amo gli omosessuali, ma non sono d’accordo per il matrimonio gay. Un figlio deve avere un padre e una madre, non due madri o due padri. Chiedeteloa qualunque psicologo o psichiatra quali conseguenze potrebbe avere due madri per un bambino.
Complimenti per il blog