L’accordo sul TFR siglato da governo, confindustria e sindacati, prevede che le aziende con più di 50 dipendenti, trasferiscano tutto il TFR che il lavoratore lascia in azienda, all’INPS. Per i sindacati è l’ennesimo regalo, poichè spinge i lavoratori a dirottare il tfr verso i fondi di categoria gestiti dalla triplice, per le imprese è l’ennesima mazzata, poichè viene tolta loro un’importante fonte di finanziamento. Per il governo rappresenta, con 5-6 miliardi di euro, quasi un quarto della manovra finanziaria 2007. Peccato che questa operazione, non possa essere considerata un’entrata ma un prestito, un prestito dei lavoratori da restituire ogni volta che essi lo richiederanno. Il governo ha voluto fare quello che a nessuna azienda privata è consentito, cioè di iscrivere a bilancio un prestito come un’entrata, infatti, se questa operazione fosse compiuta da una qualsiasi società privata, sarebbe perseguibile penalmente per falso in bilancio. Questo artificio contabile è la causa principale dell’abbassamento del rating dell’Italia attuato dalle principali agenzie di valutazioni nei giorni scorsi, e meno male che Tommaso Padoa Schioppa doveva essere il grande artefice del risanamento dei conti del Paese.
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8 comments
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30 Ottobre 2006 a 8:10 pm
Laura
Cosacco, quello che non mi spiego è come possa confindustria appoggiare una simile politica economica che massacra la piccola e media impresa italiana. A proposito di TFR, dal testo è previsto che sia l’impresa ad anticipare il TFR al lavoratore quando si dimette, poi potrà conguagliare quanto versato dai contributi futuri da dare all’INPS. Così, oltre a togliere risorse si fà sì che debbano sborsare soldi in più. A L L U C I N A N T E.
30 Ottobre 2006 a 9:19 pm
Max77
E poi ce lo menavano con la finanza creativa di Tremonti, non so’ se sono più incompetenti o in malafede.
30 Ottobre 2006 a 10:59 pm
Cosacco
Laura,
purtroppo la spiegazione di tanta sintonia con la scellerata politica economica del governo, è semplice. Essa scaturisce da una serie di regali del governo alla Fiat e ad altri grandi gruppi controllati da quei ricchi che la sinistra avrebbe voluto far piangere, ma che invece se la ridono allegramente alle spalle dei poveracci. Il regalo più grande è la concessione del prepensionamento ai dipendenti Fiat, i quali potranno andare in pensione a 57 anni non gravando più sui conti dell’azienda, il tutto naturalmente con soldi pubblici, poi la rottamazione dei frigoriferi, a chi serve questa norma, oltre a chi rinnova il frigorifero? Alle case produttrici di frigoriferi, ovvio. E qual è il primo nome del settore nell’industria italiana? La Indesit di Vittorio Merloni. La stessa Indesit che figura tra i finanziatori della campagna elettorale di Prodi, con un assegno da 50 mila euro versato al “Comitato Prodi 2006″. La figlia di Vittorio, Maria Paola, è deputata eletta nelle liste dell’Ulivo. Concordo con il tuo A L L U C I N A N T E.
Max,
quella di Tremonti, che era con ironia chiamata finanza creativa dai suoi detrattori, in realtà generava introiti veri, e non fittizzi, per le casse dello stato. Basta ricordare l’operazione di rimpatrio dei capitali dall’estero che ha generato enormi entrate per il bilancio statale, operazione successivamente copiata da Germania e Francia. Questa era la creatività di Tremonti, trovare risorse in maniera non banale senza incidere negativamente sulla congiuntura economica, non falsificare i bilanci per fare un regalo agli amici.
31 Ottobre 2006 a 12:12 pm
eleonora
Cosa dire…bhè scusate cosa avete votato??? anzi chii??
31 Ottobre 2006 a 12:45 pm
Elly
In teoria sarebbe un “falso in bilancio autorizzato”? Ho capito bene?
Max, secondo me sono sia incompetenti sia in malafede.
31 Ottobre 2006 a 2:19 pm
Cosacco
Eleonora,
forse volevi dire cosa HANNO votato, ma penso che molti di quelli, stanno maledicendo quel giorno di Aprile in cui sono entrati in cabina elettorale e hanno messo una croce al posto sbagliato.
Elly,
diciamo che dal punto di vista giuridico non si può ravvisare nulla, ma dal punto di vista politico ed economico ci sarebbe molto da ridire e la bastonata di Moody’s e Fitch ne è la prova.
1 Novembre 2006 a 10:33 am
luca
Aumento delle tasse , tfr ecc.
Bene così chissa che fosse la volta buona che ci leviamo dai piedi questa sinistra buonista ma falsa che è andata al governo grazie ai voti di chi di politica non ne sapeva un fico e che ha votato seguendo le “indicazioni ” dei media tendenziosi.BUFFONI cIAO
1 Novembre 2006 a 1:19 pm
getix
Tecnicamente parlando, l’opinione di Cosacco è ineccepibile.
Si tratta di un “prestito” iscritto a bilancio in maniera “stravagante”.
Per quanto riguarda le società di Rating, Prodi sta facendo di tutto per mettersele contro.. E vedrete che le valutazioni saranno sempre MENO obbiettive di adesso, se proseguiamo così.