…ma non si sbaglia mai. Il sospetto che questa finta liberalizzazione fosse da tempo pianificata in casa ds era alimentato dal ricordo della campagna sui prezzi dei farmaci realizzata quest’inverno da Coop e sostenuta dalle associazioni di consumatori amiche. Il fatto che, senza nemmeno aspettare la conversione in legge del decreto Bersani, sul sito Coop si trovi questo annuncio: “Sei un farmacista? Vuoi lavorare con noi? clicca qui”, non lascia alcun dubbio sulle intenzioni del governo. Peraltro non c’e’ alcun dubbio anche sul fatto che le coop ricambieranno il favore riversando fiumi di denaro sotto forma di pubblicita’ sui media, soprattutto locali, i quali, a loro volta, non potranno non avere un atteggiamento benevolo verso la sinistra.
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7 comments
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28 Luglio 2006 a 4:53 pm
Elly
Da qualche parte avevo già letto che a febbraio, venne scritto un documento nel quale si richiedeva a gran voce di avere la possibilità di vendere proprio medicinali nei supermercati. C’era in effetti un accordo tra Bersani e le Coop. Ops, non è ancora attivo il decreto Bersani che già alla Coop, cercano farmacisti…a pensare male… si farà pure peccato, ma ci si azzecca.
28 Luglio 2006 a 11:26 pm
Siro
Diciamo che col tempo il decreto Bersani si sta rivelando per quel che è: qualche concessione farlocca (chiamarla liberalizzazione mi ripugna) che colpisce il ceto medio, peraltro non consultato al momento di stilare il decreto. Ne escono indenni coop e sindacati. Qui non è questione di pensar male, è un dato di fatto!
28 Luglio 2006 a 11:36 pm
Cosacco
… a proposito di pensare male delle coop, la televisione privata piu’ importante della Liguria, Primocanale, fino a poco prima della campagna elettorale delle ultime regionali era un esempio di indipendenza e imparzialita’ per tutti. Poi, qualche mese prima di queste elezioni, ha cambiato completamente linea editoriale appoggiando senza se e senza ma il candidato della sx Burlando che poi ha puntualmente vinto. Combinazione vuole, che in corrispondenza di quel cambio di linea, siano cominciati ad apparire valanghe di spot della Coop (che in Liguria controlla 5 ipermercati su 5 e che con coopsette costruisce tutto il costruibile). Vuoi mica vedere che quel fiume di denaro da Coop a Primocanale travestito da raccolta pubblicitaria, sia servito a influenzare l’editore? No sicuramente penso male.
29 Luglio 2006 a 7:39 am
Elly
Sei in cattiva fede
Non si deve pensare male su certe cose. Solo Berlusconi era capace di influenzare gli italiani, ricordi?
29 Luglio 2006 a 3:15 pm
Biulo
Il problema della stampa che informa parzialmente i cittadini è davvero una cosa seria. Questo decreto legge ha il solo scopo di aiutare le coop, che saranno le uniche ad usufruire dei vantaggi degli “angoli farmacia”, dato che i piccoli ed i medi “market” non potreanno permettersi di stipendiare almeno 2 o 3 farmacisti per ricoprire l’intero arco di apertura del negozio.
L’inserimento del farmacista all’interno dei supermercati incrementerà questo processo di “appiattimento” delle professionalità che tanto piace al nostro nuovo governo Stalinista, mettendo un laureato in farmacia alla stregua di un qualsiasi commesso in un supermercato.
Le multinazionali che gestiranno questo nuovo “giro” di medicinali, faranno di tutto per chiudere in attivo i propri bilanci, ed anche se si avrà una generale diminuizione dei prezzi sui farmaci da banco, il risparmio da parte dell’utente sarà minimo dato che, grazie alle famose tecniche di marketing, l’acquisto di farmaci pro capite aumenterà. I resti di magazzino di prodotti come dentifrici e spazzolini verranno venduti in questi nuovi “angoli farmacia”, inducento l’utente a credere che siano prodotti medicali, ingannandolo. E poi già li vedo i cartelli “Aspirina 3×2″ che indurranno la popolazione ad acquistare giornalmente 2 filoncini, un etto di prosciutto ed uno di naprossene sodico. Tutto questo si fà ignorando la salute dei pazienti, dato che il farmacista nel 90% dei casi conosce il proprio cliente, conosce la sua situazione e le cure che sta affrontando, e sa come consigliarlo nei suoi acquisti. Ad esempio una semplice aspirina puo’ dare serie complicazioni in un cardiopatico, un semplice antinfiammatorio puo’ provocare ulcere perforanti in particolari soggetti. E state tranquilli che in farmacia si preserva la salute di numerosi pazienti con questi semplici consigli ogni giorno. Per non parlare del fatto che nelle liste di farmaci proposte dal sig. Bersani compaiono farmaci atti a combattere la tossicodipendenza… che come è noto non è un lieve raffreddore.
Federfarma propone una lista di farmaci che NON danno interazioni, da poter vendere nei supermercati SENZA l’uso di farmacisti, per preservare l’dentità del professionista e soprattutto la salute del paziente; ma fino a ieri il governo ha dimostrato una totale chiusura. Federfarma propone anche di colmare l’unica grande lacuna delle farmacie sul territorio nazionale, ovvero quella delle autostrade, dove non si puo’ pretendere che per un semplice mal di testa un automobilista debba uscire in una misconosciuta città sul suo percorso di viaggio alla ricerca di una farmacia.
Altra enorme falla nel nuovo decreto è quella dell’ereditarietà.
Prendiamo il caso di un titolare di farmacia che decede improvvisamente. Fino ad oggi un figlio o un erede aveva la possibilità di iscriversi all’università, laurearsi in Farmacia ed ereditare l’attività di famiglia (come qualsiasi altra attività commericale) nominando nel frattempo un direttore di farmacia. Con il nuovo decreto o l’erede si laurea entro UN ANNO (N.B. non ha il tempo di iscriversi e laurearsi…), o deve vendere (leggi: SVENDERE) la farmacia. Vi sembra giusto? A me sembra proprio di no. Stiamo entrando nel comunismo piu’ puro, stiamo perdendo la proprietà privata.
Inoltre, credono di risolvere la disoccupazione con questo decreto? Ma finiamola. Un laureato in farmacia puo’ ereditare una farmacia (come qualsiasi altra attività commerciale), puo’ comprarla (come qualsiasi altra attività commericale), puo’ vincerla a concorso (come ben poche altre attività). Inoltre puo’ lavorare da stipendiato all’interno di aziende farmaceutiche o di farmacie private o comunali. Mi sembra che i posti di lavoro ci siano già.
Complimenti signor Bersani (laureato in filosofia che risolve i problemi di salute dell’Italia), ottima mossa. I soldi entreranno nelle coop, i pazienti metteranno a rischio la propria salute e non ne trarranno vantaggi economici. La professionalità verrà distrutta. Bel decreto.
23 Agosto 2006 a 7:11 pm
Elly
Ultimamente pare che le prime Coop con banchi farmaceutici interni (sono quelle dell’emilia e dintorni), vendano parecchio le aspirine, la tachipirina e i maalox… e fanno la fila per il maalox, lo compreranno tutti quegli italiani che hanno votato questo governo per puro odio contro Berlusconi e devono digerire una cosa ben peggiore?
Biulo, esatto, hai centrato il problema, siamo in pieno regime dittatoriale, non saprei però dirti se comunista o socialista.
10 Settembre 2006 a 9:36 am
ale
La coop e la grossa distribuzione organizzata, come in america, comprerà e controllerà tutto: tra poco bar, supermercati, edicole, librerie, autostrade, abigliamento, farmacie, ecc.ecc.ecc faranno capo a 3 -4 grossi gruppi economici a livello mondiale, e tutti noi saremo solo piccoli impiegatucci da sbattere a casa in qualsiasi momento.
Bisogna boicottarli presto, anzi prestissimo.